La Ferrari programma un filming day a Monza per ridurre il distacco dalla Mercedes
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Redazione Sport
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La scuderia di Maranello, lungi dall’accettare passivamente il ruolo di seconda forza in questo avvio di campionato, ha deciso di comprimere i tempi di reazione per rispondere alla schiacciante superiorità mostrata dalla Mercedes nei primi due Gran Premi della stagione. La W17, con la sua power unit che al momento sembra uscita da un’altra categoria, ha letteralmente dominato le scene in Australia e in Cina, ma nel quartier generale del Cavallino Rampante non si parla di resa, bensì di una controffensiva tecnica programmata già per le prossime settimane. La SF-26, va detto, ha dimostrato di avere delle solide fondamenta e un telaio competitivo – lo si è visto soprattutto nella gestione dei settori misti e nella fiducia che i piloti ripongono nella vettura – ma paga un dazio pesante sui lunghi rettilinei, dove la cavalleria tedesca semplicemente sparisce all’orizzonte.
Proprio per questo motivo, l’utilizzo della pausa forzata di aprile, dovuta alla cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita per le note tensioni geopolitiche, diventa un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Invece di fermarsi, in via Abetone Inferiore hanno messo a punto un piano di lavoro serrato che prevede un filming day sul circuito di Monza. Una scelta, quella dell’autodromo brianzolo, che non è affatto casuale: la pista, con la sua lunga sequenza di rettilinei e curve veloci, rappresenta il banco di prova ideale per testare proprio quei componenti che sulla SF-26 devono ancora funzionare a dovere. Durante questi duecento chilometri concessi dal regolamento, gli ingegneri guidati da Loïc Serra si concentreranno in particolare sulla curva di coppia del nuovo motore 067/6 e sulla risposta del turbo, due aspetti cruciali su cui si gioca gran parte del rendimento in accelerazione.
L’ala “Macarena” e un pacchetto di novità per Miami
Non si tratterà però solo di mettere a punto la power unit. Quella giornata di riprese a Monza servirà anche per validare strutturalmente e aerodinamicamente la famosa ala posteriore ribattezzata “Macarena”, quel complesso sistema a flap rotante che era stato portato in Cina forse in anticipo sui tempi previsti e poi rimosso per precauzione dopo le prime prove del venerdì. La volontà è di arrivare al Gran Premio di Miami, che sarà il quarto appuntamento del calendario, con un pacchetto di aggiornamenti consistente, quello che Frederic Vasseur stesso ha definito “un aggiornamento e mezzo”, per utilizzare le sue parole. L’obiettivo dichiarato è quello di ritrovarsi con una vettura più completa, in grado di sfruttare al meglio ogni fase della gara, dalla partenza – dove tra l’altro la Ferrari si è rivelata la migliore in griglia – alla gestione dell’energia nel corso della distanza di gara.
Lewis Hamilton, dal canto suo, dopo il fine settimana di Shanghai ha messo in chiaro le priorità: la squadra deve spingere senza sosta a Maranello per colmare il divario prestazionale della power unit. Il sette volte campione del mondo, pur riconoscendo i progressi fatti sulla vettura, ha sottolineato come la perdita di tempo sul dritto sia un dato di fatto innegabile e su cui è necessario lavorare con la massima urgenza. Un’analisi, la sua, che fotografa con precisione lo stato delle cose e che trova riscontro nei numeri, con un distacco di venticinque secondi dal vincitore al traguardo in Cina che, al di là delle letture superficiali, racconta la storia di una gara a senso unico per le frecce d’argento.
La finestra di sviluppo sfruttata al massimo
La pausa forzata di aprile, quindi, si trasforma da potenziale intoppo logistico in una finestra di sviluppo preziosissima. Mentre la Mercedes potrà solo attendere, la Ferrari ha la possibilità di mettere in pista delle novità che erano già in cantiere e di accelerare il processo di apprendimento su una monoposto che, essendo il primo progetto di una nuova era regolamentare, ha ancora ampi margini di crescita. Non si tratta di stravolgere l’impianto della SF-26, ma di ottimizzarne il funzionamento in quelle aree dove il potenziale è ancora inespresso. Il lavoro sulla power unit, in particolare, è fondamentale per avvicinare i valori in campo, anche perché la benzina sintetica e le nuove normative ibride hanno reso l’unità motoria un elemento ancor più discriminante rispetto al passato.
A Maranello sono consapevoli che la strada per raggiungere la Mercedes è in salita, ma la programmazione di questo filming day e l’intensità dello sviluppo in corso dimostrano che non c’è alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. Anzi, la dirigenza tecnica sta spingendo per sfruttare ogni singolo giorno a disposizione, convinta che la base della vettura sia quella giusta e che con i giusti correttivi si possa rendere la vita difficile alla W17. I riflettori sono dunque puntati su Monza, dove nel chiuso del circuito, lontano dagli occhi del pubblico, si getteranno le basi per la risalita.




