Mercati asiatici stabili nonostante le tensioni in Medio Oriente, Europa in cauto rialzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I mercati finanziari asiatici hanno mostrato una sostanziale tenuta, nonostante le crescenti tensioni in Medio Oriente, dove il conflitto tra Israele e Iran prosegue senza tregua. A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dello 0,81%, confermando una fase positiva che, secondo gli analisti, potrebbe spingere l’indice verso nuovi massimi stimati intorno ai 39.042 punti. La resistenza immediata si colloca a 38.526, mentre il primo supporto è stato individuato a 38.010. Anche in Cina, lo Shenzhen Composite ha registrato un incremento frazionale, attestandosi a 10.148 punti, segnale di un’atmosfera ancora favorevole tra gli investitori.

L’euro, dal canto suo, si è mosso senza scossoni significativi contro le principali valute asiatiche, tra cui lo yen giapponese e il renminbi cinese, mentre il dollaro hongkonghese ha mantenuto una posizione stabile. Le obbligazioni decennali nipponiche e cinesi hanno seguito l’andamento dei rispettimi mercati azionari, riflettendo una certa fiducia nonostante il contesto geopolitico incerto.

In Europa, le borse hanno aperto la settimana con prudenza, ma in territorio positivo, mentre gli occhi restano puntati sull’evolversi della crisi mediorientale. A Milano, l’attenzione si è concentrata sul settore bancario, tradizionale motore del listino, mentre i futures sull’S&P 500 lasciano intravedere un possibile rimbalzo dopo le flessioni della scorsa settimana.

Sullo sfondo, il summit del G7 in Canada – che si concluderà martedì – potrebbe influenzare gli equilibri finanziari globali, con i leader chiamati a discutere non solo delle guerre in Ucraina e Gaza, ma anche delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, oltre che delle politiche climatiche. Intanto, domani sarà la Banca del Giappone a dettare il ritmo, con un atteso annuncio sulle politiche monetarie che potrebbe dare ulteriore slancio – o frenare – l’ottimismo dei mercati.

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