Il Milan sprofonda tra i fischi, la Roma aggancia il quarto posto: corsa Champions apertissima
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Redazione Sport
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Il momento di crisi del Milan, peraltro già evidente nelle settimane scorse, è diventato un vero e proprio crollo tecnico e psicologico davanti al proprio pubblico, dove la sconfitta per 3-2 contro l’Atalanta ha scatenato la reazione indignata di San Siro. La partita, che ha visto i rossoneri subire tre reti (con Ederson, Zappacosta e Raspadori a firmare il parziale vantaggio bergamasco già all’inizio della ripresa), è parsa a lungo un monologo della formazione ospite, salvo poi accendersi in un finale che sa più di statistica che di rimonta vera. Le reti di Pavlovic e il penalty trasformato da Nkunku, infatti, hanno solo ridimensionato il passivo senza però evitare l’ennesima prova opaca di una squadra che, complice l’involuzione offensiva (appena due centri nelle ultime sei gare), rischia seriamente di precipitare fuori dalla zona che conta.
La beffa in extremis della Roma e l’impresa europea del Como
Mentre i tifosi del Diavolo abbandonavano in massa gli spalti prima del triplice fischio, a Parma andava in scena una vera e propria doccia gelata per le ambizioni dei rossoneri. La Roma, infatti, ha letteralmente strappato i tre punti nei minuti di recupero: sotto di un gol fino al terzo minuto di stoppage, la squadra di Gasperini ha ribaltato il risultato con una giocata confusa e concitata culminata con un rigore trasformato da Malen, fresco del suo tredicesimo centro in campionato, al decimo minuto di recupero. Un successo rocambolesco che permette ai giallorossi di agganciare il Milan a quota 67 punti, anche se il vantaggio negli scontri diretti (grazie al successo per 1-0 all’andata e al pareggio per 1-1 al ritorno) tiene ancora avanti i padroni di casa di un soffio.
Le regole dello spareggio virtuale e il margine di errore ridotto all’osso
Ad infiammare ulteriormente il duello per l’ultimo posto utile per la Champions League (visto che l’Inter ha già vinto lo scudetto e le posizioni valide per il massimo torneo sono quattro) è il regolamento stesso, che in caso di arrivo a pari punti non prevede spareggio ma il criterio degli scontri diretti. Proprio questo meccanismo, peraltro tutela al momento il Milan, potrebbe rivelarsi un boomerang se la squadra di Allegri non dovesse invertire la rotta: con altre due giornate ancora da giocare, i rossoneri hanno l’obbligo di fare sei punti contro Genoa e Cagliari per non dover incrociare le dita sui risultati della Roma, che invece è costretta a vincere e sperare in un passo falso del diretto concorrente. In mezzo, complice anche il successo esterno del Como a Verona (firmato Douvikas), la pressione si è fatta schiacciante per il club di via Aldo Rossi, tallonato ormai a due sole lunghezze di distanza dalla sesta forza del campionato.
La classifica che condanna e le ultime due sfide decisive
Osservando la graduatoria dopo trentasei giornate, la sensazione è che ogni minimo errore possa risultare fatale: alle spalle del Milan e della Roma (67), staziona il Como a 65, mentre la Juventus, ferma a quota 68, non ha ancora blindato il terzo posto e aspetta di conoscere l’esito del posticipo tra Napoli e Bologna. Per il Milan, dunque, non esistono più calcoli o partite tranquille; la qualificazione aritmetica, se così si può chiamare, passa esclusivamente dalla capacità di ritrovare quella solidità mentale che, in questa disastrosa seconda parte di stagione, è spesso mancata. La Roma nel frattempo osserva, forte di un organico ritrovato e di una cattiveria sottoporta che a San Siro, almeno per novanta minuti, è sembrata un ricordo lontano.




