Mircea Lucescu colto da doppio infarto, il ct della Romania (e ex di Inter e Brescia) è in terapia intensiva
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Redazione Sport
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L’ottantenne Mircea Lucescu, commissario tecnico della nazionale romena nonché ex allenatore di Inter e Brescia – due club che ne hanno segnato la parentesi italiana –, è stato ricoverato venerdì 3 aprile in seguito a un primo infarto, per poi essere trasportato d’urgenza all’ospedale universitario di Bucarest. Proprio quando sembrava imminente la dimissione, un secondo attacco cardiaco ha complicato il quadro clinico, costringendo i medici a mantenerlo sotto osservazione nel reparto di terapia intensiva. L’anziano tecnico, già provato da un malore occorso a fine marzo durante una riunione tecnica con i propri giocatori, non ha quindi potuto lasciare la struttura sanitaria come inizialmente previsto.
Il primo malore durante il raduno della nazionale
A fine marzo, mentre si trovava a colloquio con la squadra di cui è attuale ct, Lucescu era stato colto da una sincope cardiaca che ne aveva imposto il ricovero immediato. Nessun dettaglio ulteriore era trapelato in quelle ore, se non la necessità di accertamenti approfonditi; il tecnico, famoso in Italia per aver guidato il Brescia di Roberto Baggio e l’Inter in un periodo di transizione, sembrava comunque aver superato la fase acuta. Tanto che i sanitari avevano programmato le sue dimissioni proprio nella mattinata del 3 aprile. Invece, a poche ore dall’uscita, si è verificato il secondo infarto, molto più severo del primo: per stabilizzarlo, riferisce la Gazeta Sporturilor, sono serviti tre interventi di rianimazione consecutivi.
Tre rianimazioni e condizioni gravi ma stabili
Il quotidiano sportivo romeno, citando fonti ospedaliere, ha spiegato che l’80enne è ora sottoposto a un trattamento cardiologico specialistico, descritto come “grave ma stabile”. Non si tratta, va notato, di un semplice ricovero precauzionale: la doppia crisi cardiaca ha richiesto l’attivazione della procedura d’emergenza nella struttura universitaria della capitale, dove Lucescu rimane costantemente monitorato. Della sua carriera si ricordano, in Italia, anche le panchine del Pisa e del Torino, ma il legame più forte restava quello con la nazionale romena, che guida dal 2023 nonostante l’età avanzata e alcuni precedenti acciacchi.
L’amore per la Romania al di sopra della salute personale
Se il calcio italiano appare popolato di dirigenti e tecnici ultrasettantenni – e il dibattito su una classe dirigente che stenta a rinnovarsi è ormai annoso –, nel caso di Lucescu il richiamo della propria nazionale ha finito per prevalere su ogni cautela. L’uomo, che ha vinto trofei in Ucraina, Turchia e Romania, aveva accettato l’incarico di ct nonostante l’età, spinto da un legame viscerale con il paese d’origine. Negli ultimi dieci giorni le cronache sportive italiane, assorbite da vicende locali, avevano quasi trascurato il suo primo malore; ora il doppio infarto riporta l’attenzione su una figura che, pur lontana dai riflettori dei grandi campionati, rappresenta una delle ultime testimonianze di una scuola tecnica europea oggi scomparsa.




