India, arresti di massa contro il Partito degli scarafaggi: l’Onu chiede rilascio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La polizia indiana ha fermato migliaia di persone durante le proteste organizzate dal Partito degli scarafaggi (Cockroach Janta Party), il movimento giovanile nato per contestare la politica del governo di New Delhi. Le operazioni delle forze dell’ordine hanno coinvolto manifestanti, attivisti e rappresentanti di gruppi politici che avevano aderito alla mobilitazione nella capitale.

La protesta contro la revisione delle liste elettorali

La manifestazione era stata convocata a New Delhi per contestare le presunte irregolarità nella revisione degli elenchi degli elettori e chiedere le dimissioni del capo della Commissione elettorale indiana. Il movimento Cockroach Janta Party e altri gruppi giovanili hanno accusato le autorità di avere favorito il partito del primo ministro Narendra Modi attraverso il processo di aggiornamento delle liste, accuse respinte dalla maggioranza di governo e dagli organismi elettorali.

Secondo le ricostruzioni diffuse da diverse testate internazionali, le autorità hanno bloccato l’area di Jantar Mantar, luogo previsto per il raduno nella zona centrale della capitale, predisponendo controlli su strade e trasporti pubblici. Le misure hanno incluso limitazioni alla connessione internet in alcune aree e la chiusura temporanea di alcune stazioni della metropolitana.

Fermato anche il fondatore Abhijeet Dipke

Tra le persone arrestate figurano anche esponenti di vertice del Cockroach Janta Party. Il fondatore Abhijeet Dipke è stato fermato insieme ad altri dirigenti del movimento all’arrivo all’aeroporto di Delhi, mentre si preparava la protesta nella capitale. Successivamente un tribunale ha disposto la liberazione dei leader fermati, imponendo condizioni legate al mantenimento dell’ordine pubblico.

Il nome del movimento nasce da una provocazione politica: il termine “scarafaggi” era stato utilizzato in un dibattito pubblico dal Chief Justice indiano Surya Kant per descrivere giovani disoccupati in cerca di lavoro. La definizione, considerata offensiva dagli attivisti, è stata trasformata in un simbolo di protesta dalla Generazione Z che ha dato vita al partito satirico diventato poi un riferimento nelle mobilitazioni contro il governo.

L’intervento delle Nazioni Unite sui diritti dei manifestanti

L’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per gli arresti di massa e ha chiesto alle autorità indiane di garantire il rispetto del diritto alla riunione pacifica. L’appello internazionale ha riguardato soprattutto la necessità di evitare limitazioni sproporzionate alla libertà di protesta e di favorire il dialogo sulle contestazioni sollevate dai manifestanti.

La mobilitazione ha coinvolto anche altre città indiane oltre alla capitale, con iniziative di sostegno al movimento e ulteriori interventi delle forze dell’ordine. A Mumbai, secondo quanto riportato dalle agenzie, centinaia di persone sono state fermate durante manifestazioni collegate alla protesta nazionale.

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