L'Ambrogino d'oro al Nucleo radiomobile riaccende la polemica sulla morte di Ramy
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Redazione Interno
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La cerimonia degli Ambrogini, tradizionale appuntamento milanese che ogni 7 dicembre premia chi ha dato lustro alla città, è stata quest'anno offuscata da una polemica che tocca nervi scoperti della società. Il sindaco Giuseppe Sala, nell'ambito delle onorificenze, ha conferito il riconoscimento anche al Nucleo radiomobile dei carabinieri, Corpo che, come si legge nelle motivazioni, opera incessantemente per la salvaguardia dell'ordine pubblico. Una scelta di routine, che tuttavia non ha potuto evitare di intrecciarsi con un tragico episodio di cronaca avvenuto mesi addietro, quando alcuni militari di quello stesso reparto si lanciarono all'inseguimento di uno scooter condotto da due giovani egiziani, Ramy Elgaml e un suo amico, dopo che questi avevano evitato un controllo. L’inseguimento, com’è noto, si concluse con uno schianto fatale per Ramy, evento che diede il via a inchieste della magistratura e a un doloroso dibattito sulle procedure di intervento delle forze dell’ordine.
Premiati Tamburini e Mentana, mentre il Fai riceve la medaglia più alta
Accanto a questa controversia, procede il riconoscimento delle eccellenze cittadine. Tra i premiati spiccano infatti due nomi del giornalismo italiano: Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, di Radiocor e di Radio24, ed Enrico Mentana, direttore de La7. A Tamburini, che i trentini hanno imparato ad apprezzare per la direzione delle ultime edizioni del Festival dell’Economia di Trento, l’Ambrogino giunge come un ulteriore tassello di un curriculum già ricco. La presenza di tali personalità mediatiche è stata sottolineata anche dall’intervento del senatore e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alberto Barachini, il quale ha definito il riconoscimento alla stampa un fatto fondamentale. La massima onorificenza, la grande medaglia d’oro, è stata invece attribuita al Fai - Fondo per l’ambiente italiano, in occasione del suo cinquantesimo anniversario, definendolo un “vero dono” per la collettività milanese.
Una cerimonia che riflette divisioni e meriti della città
La consegna dei premi, svoltasi come da tradizione al Teatro Dal Verme nel giorno del patrono Sant’Ambrogio, finisce così per specchiare le contraddizioni di una metropoli complessa. Da un lato, si onorano istituzioni radicate e il lavoro di informazione, elementi portanti della vita civile; dall’altro, un singolo atto amministrativo – la premiazione del Nucleo radiomobile – riporta inevitabilmente alla luce una ferita aperta, facendo della vicenda un caso emblematico. Le inchieste giudiziarie sul fatto di cronaca, condotte con il rigore proprio della magistratura, procedono per la loro strada, indagando dinamiche e responsabilità, mentre il riconoscimento civico conferito dall’amministrazione comunale sembra rispondere a una logica diversa, quella del sostegno istituzionale alle forze dell’ordine nel loro complesso.
Il peso simbolico di un premio oltre la polemica
Al di là delle divisioni che la scelta ha accentuato, l’assegnazione degli Ambrogini mantiene intatto il suo valore simbolico di gratitudine pubblica. Lo dimostra il premio al Fai, la cui opera di tutela del patrimonio ambientale e culturale trascende le contingenze, così come la doppia investitura a due direttori di testate nazionali che hanno sede a Milano. La cerimonia, nel suo insieme, finisce per raccontare una città che prova a onorare, nello stesso momento, la dedizione al dovere, il contributo intellettuale e la cura del bene comune, pur senza riuscire a comporre in un quadro armonico le tensioni e le tragedie che ne segnano il percorso.




