Alcaraz, l’incubo al polso diventa un caso: Roma e Parigi nel mirino dei dubbi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’eco del forfait, ormai inevitabile, per il secondo anno consecutivo a Madrid ha smesso di risuonare da qualche giorno; eppure, ciò che doveva essere una semplice precauzione – quella legata al fastidio al polso destro accusato da Carlos Alcaraz durante il torneo di Barcellona – si sta trasformando in un vero e proprio giallo clinico. Il giovane murciano, infatti, lunedì sarà comunque nella capitale spagnola, ma solo per presenziare alla cerimonia di premiazione dei Laureus, una serata che sarà condotta da Novak Djokovic: un’occasione mondana, più che sportiva, che non farà certo da argine alle preoccupazioni crescenti.

Dalla Spagna un allarme che non è più solo sospetto

Le voci che rimbalzano da Madrid e dintorni, in queste ultime ore, hanno cambiato di registro. Non si parla più di “scelta precauzionale”, bensì di un’incertezza radicale che avvolge l’intera primavera sulla terra rossa. Se inizialmente molti addetti ai lavori avevano minimizzato, ipotizzando un semplice stop per non rischiare un peggioramento, ora l’atmosfera è decisamente più tesa. Dalla Spagna filtra un vero e proprio allarmismo: le condizioni del numero due al mondo – colui che è considerato il principale rivale di Jannik Sinner – sarebbero più gravi del previsto. Nessuno, al momento, sa dire con certezza quando l’iberico potrà riprendere la racchetta in mano.

Polso traditore, parole che pesano come macigni

Lo stesso Alcaraz ha alimentato, suo malgrado, il clima di apprensione. “L’infortunio è più grave di quanto ci aspettassimo”, avrebbe confidato, lasciando intendere che la riabilitazione non procede come sperato. “Devo ascoltare il mio – ha aggiunto – per evitare ripercussioni future”. Una frase, quest’ultima, che suona come un campanello d’allarme per chi attendeva di vederlo protagonista agli Internazionali BNL d’Italia e poi al Roland Garros. La prudenza, in questi casi, diventa un imperativo categorico: forzare i tempi potrebbe compromettere ben più di una stagione. Il polso, si sa, è un’articolazione delicatissima per i colpi liftati e le accelerazioni violente che contraddistinguono il gioco del campione spagnolo.

Roma e Parigi, l’ombra di un’assenza pesantissima

Le fonti spagnole, citate da alcuni portali sportivi, non usano più mezzi termini. “Ora bisognerà vedere se l’infortunio è abbastanza grave da compromettere ulteriormente il suo programma”, si legge in un’analisi che getta ombre lunghe sui prossimi impegni. Il forfait a Madrid era già un segnale forte; ma l’eventuale rinuncia agli Internazionali di Roma (il cosiddetto “Major sulla terra” prima di Parigi) sarebbe un colpo durissimo per l’intero circuito. E se dovesse saltare anche il Roland Garros, il secondo Slam dell’anno, si parlerebbe di una vera e propria débâcle per le ambizioni del giocatore. Non ci sono ancora decisioni ufficiali, né un calendario certo per il rientro: l’unica certezza, per ora, è che l’ansia avvolge il mondo del tennis come una nebbia fitta.

Tra cure e silenzi, la terra rossa trattiene il fiato

Mentre Alcaraz prosegue le terapie – lontano dai riflettori e dai campi da gioco – gli organizzatori dei tornei romano e parigino seguono la vicenda con il fiato sospeso. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna data di rientro. Il campione iberico, che aveva già dato forfait a Barcellona prima di ritirarsi, sembra intenzionato a non correre rischi. Un approccio, il suo, che potrebbe rivelarsi saggio sul lungo termine, ma che nell’immediato alimenta interrogativi a cui nessuno sa rispondere. Il polso destro, quello che disegna i suoi vincenti mozzafiato, resta un’incognita. E con lui, l’intera stagione sulla terra battuta rischia di perdere uno dei suoi protagonisti più brillanti.

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