Artemis ii, i quattro astronauti in orbita terrestre per i primi test prima del sorvolo lunare

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La capsula Orion, lanciata dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, si trova ancora in orbita intorno alla Terra. Una scelta, questa, dettata da ragioni squisitamente tecniche: consentire all’equipaggio di prendere confidenza con i sistemi di bordo prima di puntare decisamente verso il nostro satellite. A bordo viaggiano quattro persone, selezionate non solo per il coraggio – qualità scontata in questi contesti – ma per un bagaglio di esperienze e competenze che la Nasa ha giudicato complementari.

Reid, Victor, Christina e Jeremy, ruoli distinti per una missione complessa

Il comandante è Reid Wiseman, il veterano che siede al centro del controllo operativo. Accanto a lui, Victor Glover ricopre il ruolo di pilota, una figura chiave per la gestione della traiettoria e delle manovre orbitali. Le specialiste di missione sono Christina Koch e Jeremy Hansen: a loro, spiega la tabella di marcia, toccherà verificare l’integrità e il funzionamento di ogni sottosistema di Orion, comunicando passo dopo passo con il centro di controllo di Houston. Un lavoro certosino, quasi ripetitivo, che però nessuno ha voluto lasciare al caso.

Il lancio e il ritorno (simbolico) dell’umanità oltre l’orbita bassa

Il decollo è avvenuto alle 18:35 del 1° aprile in Florida – le 00:35 del 2 aprile in Italia – e ha segnato un evento che mancava da oltre mezzo secolo: l’invio di esseri umani oltre l’orbita terrestre bassa. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un atterraggio. Artemis II è una missione di sorvolo e test, una sorta di prova generale in vista di futuri allunaggi con equipaggio. La folla radunatasi nei pressi del centro spaziale, così come quella che ha seguito lo spettacolo su maxi-schermi organizzati da testate giornalistiche, ha potuto assistere a una colonna di fuoco che ha rischiarato la palude della Florida.

I test in orbita, un lavoro paziente prima della spinta verso la Luna

Per ora, dunque, la capsula Orion continua a viaggiare attorno alla Terra. I quattro astronauti – Wiseman, Glover, Koch e Hansen – hanno cominciato a sperimentare i comandi, le risposte dei motori, la gestione delle risorse di bordo. Ogni dato viene trasmesso e analizzato in tempo reale dal centro di controllo, dove gli ingegneri non lasciano passare nemmeno una variazione termica fuori parametro. Solo quando il collaudo in orbita terrestre sarà completato, la navetta riceverà l’autorizzazione a innescare la spinta che la proietterà verso il lato oscuro e poi intorno alla Luna. Senza toccarne il suolo, certo, ma portando con sé un pezzo di storia che sembrava dimenticata nei magazzini del passato.

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