L’acqua a Pescara e nei 18 comuni non è ancora potabile: in corso i campionamenti della Asl
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Redazione Interno
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Il ritorno del flusso nei rubinetti, dopo giorni di prolungata interruzione per lavori alla condotta Giardino, non significa ancora la fine dell’emergenza. L’acqua che scorre, in questo momento, non può essere bevuta. Lo ha ribadito con chiarezza il direttore tecnico di Aca, Lorenzo Livello, intervenuto al Tg8 Livello (l’acronimo sta per Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, per intenderci) per fare il punto su una situazione che, seppur in miglioramento, richiede ancora prudenza. La riattivazione graduale del flusso idrico nelle reti, ha spiegato Livello, è terminata con regolarità sull’intero territorio interessato dai lavori – un’area che comprende Pescara e altri diciotto comuni – ma la partita sulla sicurezza è tutt’altro che chiusa.
Le analisi preliminari, avviate già nella giornata di ieri, hanno aperto la strada ai campionamenti ufficiali della Asl, iniziati questa mattina. In attesa di una certificazione formale che arriverà solo al termine di questi accertamenti, l’indicazione per la popolazione non cambia: l’acqua erogata può essere utilizzata esclusivamente per fini igienici e per usi diversi dal consumo umano. Nessuna scorciatoia, dunque, e nessun allentamento delle misure cautelari. Le ordinanze firmate dagli amministratori locali, ha precisato ancora Livello, non sono state atti arbitrari ma disposizioni prese sulla base di prescrizioni precise della stessa Asl, dove sono dettagliatamente riportate le possibilità di utilizzo della risorsa idrica.
I lavori sulla condotta Giardino e il rientro dell’emergenza
Sul fronte tecnico, intanto, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha voluto offrire un quadro generale di graduale normalizzazione. “Sta progressivamente tornando alla normalità l’approvvigionamento idrico in Abruzzo”, ha dichiarato, sottolineando come sia gli interventi programmati dall’Aca nell’area metropolitana Chieti-Pescara (quelli sulla condotta dell’acquedotto Giardino, per l’appunto) sia quelli straordinari eseguiti dalla Sasi nei territori colpiti dalle frane si stanno concludendo regolarmente e nel rispetto dei tempi previsti. Un’affermazione, la sua, che cerca di tenere insieme due emergenze diverse – quella legata alla manutenzione programmata e quella conseguente ai dissesti franosi – e che restituisce l’immagine di un sistema che, pur sotto pressione, non ha perso il controllo delle scadenze.
Non si tratta, va detto, di un rientro immediato e totale. La stessa dichiarazione di Marsilio parla di “graduale rientro” e di “approvvigionamento in ripresa”, termini che lasciano intendere come la piena funzionalità delle reti sia ancora un traguardo da completare. Quel che conta, per i cittadini dei comuni coinvolti, è che l’acqua è tornata a scorrere: la si può usare per lavarsi, per pulire la casa, per gli usi domestici non alimentari. Ma berla, o usarla per cucinare, resta vietato fino a quando la Asl non darà il via libera definitivo.
Campionamenti in corso e ordinanze in vigore
I campionamenti ufficiali, quelli che diranno se l’acqua è tornata conforme ai parametri di legge, sono partiti in mattinata e richiederanno i loro tempi tecnici. È un passaggio obbligato, non una semplice formalità: le analisi di laboratorio devono verificare l’assenza di agenti inquinanti o batteriologici, un controllo tanto più delicato dopo la riapertura delle condotte e il ristabilimento delle pressioni. La Asl, che in queste ore sta operando con i propri tecnici sul campo, non ha ancora comunicato una data per la pubblicazione dei risultati. Fino ad allora, le ordinanze resteranno in vigore e l’acqua continuerà a essere considerata non potabile.
L’Aca, dal canto suo, ha già completato la fase di riattivazione senza particolari intoppi: il flusso idrico, come confermato da Livello, è stato ripristinato su tutte le reti con regolarità. Un successo operativo, questo, che però non deve far dimenticare la precarietà della situazione. I cittadini dei diciotto comuni serviti dalla condotta Giardino – molti dei quali hanno fatto scorta di bottiglie nei giorni scorsi – sono invitati a continuare a utilizzare acqua in bottiglia o comunque certificata per l’alimentazione, almeno fino a nuovo avviso.
Le parole del presidente Marsilio e la gestione delle due emergenze
La dichiarazione di Marsilio, diffusa attraverso i canali della Regione, ha il pregio di inquadrare l’intera vicenda in una prospettiva più ampia. Non solo Pescara, insomma, ma anche i territori della Sasi – quelli cioè gestiti dalla società che si occupa degli acquedotti montani – dove le frane hanno complicato ulteriormente un quadro già di per sé complesso. “Situazione in graduale rientro e lavori nei tempi”, ha sintetizzato il presidente, evitando trionfalismi ma nemmeno alimentando allarmismi. Una linea comunicativa che prova a tenere insieme la necessità di informare con precisione e quella di non generare panico tra la popolazione.
Resta il fatto, oggettivo e non negoziabile, che l’acqua non è ancora potabile. E finché i campionamenti della Asl non daranno il responso ufficiale, i divieti resteranno in piedi. Per gli abitanti di Pescara e degli altri diciotto comuni, la pazienza è ancora d’obbligo.




