L’acqua torna a scorrere nei 19 comuni abruzzesi, ma non è ancora potabile: in attesa delle analisi Arpa e dei campionamenti Asl

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il flusso idrico, dopo i lavori sulla condotta “Giardino” che avevano imposto la chiusura dei serbatoi in un’area vasta tra Pescara e il Chietino, è stato riattivato con regolarità sull’intero territorio. A comunicarlo, nel corso di un’intervista al Tg8, è stato il direttore tecnico di Aca, Lorenzo Livello, il quale ha però precisato – e non è un dettaglio secondario – che l’acqua erogata, sebbene tornata a scorrere, non può essere ancora considerata potabile. Le ordinanze firmate dagli amministratori locali, ha spiegato Livello, sono state emesse seguendo prescrizioni precise della Asl, dove vengono indicate le sole modalità d’uso consentite: per ora, esclusivamente per fini igienici e per tutti quegli usi che non implichino il consumo umano.

La riattivazione graduale, dunque, si è conclusa senza intoppi, ma il nodo resta quello della sicurezza. Dopo alcune analisi preliminari avviate già nella giornata precedente, sono partiti nella mattinata odierna i campionamenti ufficiali della Asl. Parallelamente – e lo si apprende da una nota della stessa azienda sanitaria – anche il gestore del servizio idrico Aca sta effettuando propri prelievi nei comuni interessati. L’obiettivo è duplice: da un lato ottenere un quadro analitico il più possibile completo, dall’altro incrociare i dati raccolti dalla Asl, che verranno processati dal laboratorio dell’Arpa (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), con quelli del gestore, per garantire il massimo livello di sicurezza alla popolazione.

I laboratori dell’Arpa al lavoro: i tempi dei risultati

Il Tg8 ha avuto accesso ai laboratori dell’Arpa a Pescara, dove sono in corso le analisi sui campioni prelevati non solo dalla Asl di Pescara ma anche da quella di Lanciano-Vasto-Chieti. Si tratta di accertamenti tecnici che richiedono tempistiche precise: la stessa Asl di Pescara ha fatto sapere che i risultati saranno disponibili entro 48 ore. Un lasso di tempo durante il quale l’acqua resta in una sorta di limbo amministrativo e sanitario – utilizzabile ma non bevibile – in attesa della formale certificazione. E proprio questa certificazione, una volta rilasciata, potrà eventualmente dichiarare conclusa l’emergenza nei 19 comuni abruzzesi coinvolti.

L’incrocio dei dati tra Asl, Arpa e Aca per la massima sicurezza

Non si tratta di una semplice procedura burocratica. L’approccio scelto dalle autorità sanitarie prevede che gli esiti dei campionamenti effettuati dalla Asl, una volta analizzati dall’Arpa, vengano incrociati con quelli del gestore del servizio idrico. Questa doppia verifica, come sottolineato nella nota della Asl di Pescara, ha lo scopo di evitare qualsiasi rischio residuo legato alla riapertura delle valvole e al riempimento delle condotte. I tecnici lo sanno bene: dopo un maxi intervento come quello sulla condotta Giardino, le variazioni di pressione e il ristagno possono alterare alcuni parametri microbiologici o chimici. Per questo, nessuna fretta.

I 19 comuni ancora in attesa del via libera definitivo

La sospensione idrica aveva messo in difficoltà un intero comprensorio. Ora l’acqua è tornata, ma l’ordinanza che ne vieta la potabilità resta in vigore. Nei prossimi giorni, se i parametri risulteranno conformi, il quadro potrebbe cambiare radicalmente: nessuna data è stata fornita, perché tutto dipende dai tempi dei laboratori e dalla certificazione finale della Asl. Fino ad allora, per i cittadini dei 19 comuni abruzzesi, la raccomandazione rimane quella di non utilizzare l’acqua di rubinetto per bere o per cucinare. Solo i campionamenti ufficiali e il loro incrocio con le rilevazioni di Aca potranno restituire la normale agibilità idrica.

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