Benelli sfida il mercato con le nuove BKX 300 e 300 S: chi cerca l’avventura e chi l’asfalto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il costruttore pesarese allarga la gamma delle sue piccole cilindrate, quel segmento che negli ultimi anni ha saputo conquistare i neopatentati ma anche i motociclisti esperti in cerca di un mezzo leggero e divertente. Dopo aver testato a lungo le versioni da 125 cc, il passaggio ai 300 sembrava quasi obbligato, come hanno confermato le prime impressioni di guida. Ed ecco che, puntuali, arrivano le nuove Benelli BKX 300 e BKX 300 S, due moto nate sulla stessa solida piattaforma tecnica ma con un’anima profondamente diversa. La prima, infatti, si presenta con le credenziali dell’adventure entry-level, pronta a infilarsi anche su sterrati leggeri; la seconda, invece, strizza l’occhio a chi si muove prevalentemente nel traffico cittadino o ama affrontare le curve fuori porta senza la pretesa di finire nel fango.

Un monocilindrico da 292 cc finalmente adatto ai grandi

Il cuore pulsante di entrambi i modelli è il nuovo propulsore monocilindrico, che abbandona i 125 per arrivare a 292,4 cc di cilindrata. Si tratta di un’evoluzione del vecchio 250 (quello visto su modelli come il Leoncino) ma profondamente rivisto nelle componenti termiche e nella trasmissione, tanto da erogare una potenza che si aggira intorno ai 29 CV. Un valore che, per chi possiede la patente A2, rappresenta il limite ideale: non troppo aggressivo da risultare pericoloso per un neofita ma nemmeno fiacco per chi ha già una certa dimestichezza con il manubrio. Il raffreddamento è a liquido, una scelta ormai standard che garantisce costanza di rendimento anche nelle giornate più calde, mentre la frizione assistita con antisaltellamento è un dettaglio che fa la differenza nelle scalate più decise, evitando quel fastidioso saltellamento del posteriore che spesso coglie impreparati i meno esperti.

Ciclistica evoluta e dettagli da ammiraglia

Se il motore è importante, la ciclistica è la vera sorpresa di questa doppia offerta. Il telaio è una doppia culla chiusa in acciaio, nulla di particolarmente esotico ma una base più che affidabile per un peso che, a seconda della versione, varia da 153 a 165 kg in ordine di marcia. La chicca, però, sta nelle sospensioni: una forcella a steli rovesciati da 41 mm che, attenzione, è completamente regolabile nel precarico, nella compressione e nell’estensione. Una rarità assoluta per una moto che costa meno di quattromila euro. Lo stesso dicasi per il monoammortizzatore posteriore, che sul modello adventure offre addirittura 180 mm di escursione contro i 150 della sorella stradale.

Parlando di ruote, la distinzione è netta: la BKX 300 adotta cerchi a raggi, con un gommone da 19 pollici all’anteriore e 17 al posteriore, perfetta per assorbire le sconnessioni; la BKX 300 S, invece, monta cerchi in lega da 17 pollici su entrambi gli assi, con gomme più larghe che garantiscono una presa salda sull’asfalto. L’impianto frenante non è da meno, visto che all’anteriore troviamo un bel disco da 300 mm (280 mm su alcuni allestimenti) morso da una pinza radiale a quattro pistoncini, una configurazione che promette potenza e modulabilità.

Prezzi d’attacco per due filosofie opposte

Disponibili nelle concessionarie italiane da maggio di quest’anno, le due moto si differenziano non solo nell’anima ma anche nel costo. La BKX 300 S, la versione più urbana e snella, parte da 3.790 euro franco concessionario, mentre per la BKX 300 (quella con l’anima da adventure) bisogna mettere in conto 3.990 euro. Per entrambe, la Casa di Pesaro ha pensato a una gamma di colori che spaziano dai grigi opachi ai blu più decisi, cercando di accontentare un pubblico eterogeneo. Considerando la dotazione di serie – che include instrumentalazione LCD e fari full LED – il posizionamento sul mercato è quanto mai aggressivo.

Dettagli ergonomici e omologazione moderna

Un aspetto che gli ingegneri marchigiani hanno curato particolarmente è l’ergonomia: sulla BKX 300 le pedane sono regolabili su due altezze, una soluzione che permette di adattare la posizione di guida a seconda della propria statura o del tipo di percorso che si intende affrontare. L’altezza della sella varia sensibilmente tra i due modelli (86 cm per l’adventure, 82 cm per la S), una differenza che rende la versione stradale decisamente più accessibile ai motociclisti di bassa statura. Omologata Euro 5+, la nuova famiglia rispetta le normative antinquinamento più stringenti grazie a un impianto di scarico ridisegnato e a sonde lambda che monitorano la combustione in tempo reale.

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