Borse europee in picchiata, Milano traina il ribasso tra banche e lusso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le tensioni in Medio Oriente, che vedono Israele e Iran ancora una volta al centro di una crisi dagli esiti incerti, hanno pesato come un macigno sui mercati finanziari europei, lasciando dietro di sé una scia di rosso. Se Wall Street, chiusa per il Juneteenth, ha evitato il peggio, le piazze del Vecchio Continente hanno dovuto fare i conti con la minaccia iraniana di bloccare lo stretto di Hormuz, una mossa che, se attuata, potrebbe far schizzare alle stelle i prezzi del petrolio.

Milano, che ha bruciato quota 39mila punti, si è distinta in negativo con un calo dell’1,2%, superata solo da Madrid (-1,37%). A trainare il ribasso, oltre alle banche – nonostante il via libera dell’antitrust Ue all’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit – è stato il comparto del lusso e della moda, tradizionalmente sensibile alle turbolenze geopolitiche. Gli energetici, invece, hanno retto meglio, con Eni tra i pochi titoli a salvarsi dalla tempesta.

Lo spread Btp-Bund, tornato sopra la soglia psicologica dei 100 punti, riflette l’incertezza che attanaglia gli investitori, preoccupati anche dall’atteggiamento ambiguo degli Stati Uniti, il cui presidente, Donald Trump, non ha ancora chiarito se interverrà militarmente a sostegno di Israele. Intanto, la Banca d’Inghilterra ha scelto di mantenere invariati i tassi al 4,25%, una decisione attesa ma che non basta a placare i timori legati all’inflazione britannica, ancora lontana dagli obiettivi.

A Francoforte, Londra e Parigi il tonfo è stato meno marcato, ma la debolezza dei volumi, unita all’assenza di indicazioni da oltreoceano, ha reso la seduta particolarmente volatile. L’euro, dal canto suo, ha perso terreno sul dollaro, mentre l’oro – rifugio tradizionale in periodi di crisi – ha visto aumentare la sua attrattività.

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