Bosco Ospizio, ruspe in azione a Reggio Emilia: sgomberato il presidio, polizia in assetto antisommossa
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Redazione Interno
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Un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine in assetto antisommossa ha accompagnato all'alba di mercoledì 30 settembre l'ingresso delle ruspe nel cantiere Conad di via Emilia Ospizio, a Reggio Emilia. I mezzi da lavoro dell'azienda incaricata dalla cooperativa hanno iniziato ad abbattere gli alberi dell'area verde conosciuta come Bosco Ospizio, al centro di una mobilitazione che andava avanti da oltre due mesi.
I manifestanti presenti all'alba, una decina secondo le prime ricostruzioni, sono stati isolati e allontanati dagli accessi; il presidio è stato spostato sul marciapiede della via Emilia e nell'area del Campo di Marte 2, dove le tende erano già installate da settimane. Non si registrano scontri.
Cinquantanove giorni di presidio permanente
Il sit-in davanti ai cancelli dell'area era iniziato il 3 agosto, quando le ruspe si erano presentate per la prima volta e i cittadini le avevano respinte sedendosi a terra. Da allora il presidio non si era mai interrotto, arrivando al cinquantanovesimo giorno consecutivo.
La mobilitazione, cresciuta nel corso dell'estate, aveva raccolto il sostegno di ricercatori, docenti universitari, associazioni ambientaliste come Legambiente ed Extinction Rebellion, e aveva portato a un incontro formale tra una delegazione dell'Assemblea Bosco Ospizio e i vertici di Conad Centro Nord, tenutosi in Municipio a fine agosto.
Da quel confronto era emersa quella che gli attivisti avevano definito un'apertura «minima e fragile», con la cooperativa disponibile a valutare la proposta di trasformare l'intera area in un bosco urbano gestito dai cittadini, ma ferma nel non voler rinunciare al progetto approvato. La risposta definitiva non era mai arrivata, e nella notte tra il 29 e il 30 settembre le ruspe hanno fatto il loro ingresso.
Il progetto e i numeri del cantiere
L'intervento rientra nel Piano di riqualificazione urbana Pru Ospizio, un iter avviato nel 2006 e più volte modificato nel corso degli anni, che prevede la costruzione di un supermercato Conad, della Casa della Comunità Reggio Est, di una nuova biblioteca decentrata e di un polo sociale e territoriale. L'area, estesa circa 45.000 metri quadrati, era di proprietà della cooperativa dal 2015, dopo il fallimento del precedente progetto residenziale immaginato all'inizio del millennio.
Secondo i dati diffusi da Conad attraverso un portale dedicato al progetto, gli abbattimenti previsti sono scesi da 154 a 98 alberi, mentre le nuove piantumazioni sono aumentate a 1.572 esemplari complessivi, di cui 371 all'interno del comparto e 977 nelle aree verdi limitrofe. La superficie edificata è stata ridotta da 22.000 a 13.000 metri quadrati, con 23.000 metri quadrati di verde pubblico restituiti alla città, parcheggi interrati aumentati di 64 unità e superfici di sosta in superficie diminuite di 41.
Il Comune ha firmato nei mesi scorsi lo schema di convenzione con Conad Centro Nord, formalizzando gli impegni infrastrutturali, ambientali ed economici legati al Piano.
La vertenza giudiziaria e il ricorso al Tar
Il percorso amministrativo del Pru Ospizio è stato accompagnato da un contenzioso. Legambiente aveva presentato ricorso al Tar dell'Emilia-Romagna chiedendo la sospensione dei lavori in attesa del pronunciamento di merito, ma l'istanza cautelare era stata respinta. Europa Verde e Avs avevano espresso «forte perplessità» per quella decisione, invitando a non dare il via al cantiere prima della conclusione delle verifiche.
Nel frattempo, una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Reggio Emilia aveva concluso che l'area non possiede le caratteristiche normative per essere classificata come bosco, descrivendola come un sito antropizzato degradato con presenza di detriti. Una relazione che il Collettivo Ecosistemico Reggiano ha contestato, sostenendo che un solo sopralluogo effettuato a febbraio non può fotografare la varietà botanica del sito, dove negli anni sarebbero state censite 165 specie diverse, tra cui due orchidee protette dalla Regione Emilia-Romagna.
La questione, secondo il collettivo, non può essere ridotta a una disputa nominalistica sulla parola bosco.
Le voci dal quartiere e la petizione dei residenti
A pochi giorni dall'avvio dei lavori, una parte dei residenti del quartiere Ospizio aveva consegnato al sindaco Marco Massari una petizione con 411 firme a sostegno dell'intervento. I firmatari chiedevano che i lavori di rigenerazione urbana partissero il prima possibile, ricordando che il progetto era stato discusso e approvato in un percorso partecipato durato dal 2022 al 2024. Tra i servizi attesi figuravano la biblioteca, la Casa della Comunità e il polo sociale, infrastrutture che mancano al quartiere da quando l'ente case di riposo aveva dismesso la struttura originaria.
Nella stessa settimana, il Movimento 5 Stelle aveva portato la vicenda alla Camera dei deputati con una conferenza stampa, mentre l'ex assessore all'urbanistica di Torino Antonino Iaria aveva evidenziato la complessità dei diritti edificatori acquisiti da Conad, auspicando una legge nazionale sul consumo di suolo.
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