Dazi Usa sui componenti auto, scatta la manovra che mette in allarme la filiera

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sono ufficialmente operativi, da pochi giorni, i nuovi dazi del 25% imposti dagli Stati Uniti sull’importazione di una vasta gamma di componenti automobilistici, dai pneumatici agli iniettori, passando per freni e cerniere. Una misura che, sebbene mitigata da un ordine esecutivo firmato da Donald Trump per garantire rimborsi alle case automobilistiche americane – molte delle quali dipendono da fornitori esteri – rischia di alterare gli equilibri di un settore già sotto pressione.

La Bergamasca, con le sue 89 unità locali attive nella trasformazione manifatturiera e un fatturato complessivo di circa 4,5 miliardi di euro, è tra le aree più esposte. I numeri, elaborati dall’Istat, parlano chiaro: quasi 6.000 addetti, il 5% del totale nazionale, lavorano in un indotto che oggi si interroga sulle conseguenze di una stretta tariffaria decisa oltreoceano. Trump, dal canto suo, ha ammesso che il rischio recessione esiste, ma ha ribadito la sua fiducia in un possibile «boom economico» legato alle sue politiche.

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