Sì dell’Anpi alla piazza di Roma: uniti contro i nazionalismi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) ha aderito alla manifestazione del 15 marzo in piazza del Popolo a Roma, rispondendo all’appello lanciato da Michele Serra sulle pagine di Repubblica. L’evento, che si propone di riunire i partecipanti sotto il simbolo del blu europeo, senza bandiere di partiti, punta a difendere i valori dell’Unione europea, interpretata come strumento di pace, democrazia e giustizia. La segreteria nazionale dell’Anpi, nel confermare la propria presenza, ha sottolineato l’urgenza di costruire un’Europa capace di resistere alle derive nazionalistiche e di promuovere un futuro basato sulla solidarietà e sul rispetto dei diritti.

Serra, nel suo intervento, aveva delineato un’Europa “libera”, “pacifica” e “democratica”, definendola non come un’utopia retorica, ma come una necessità concreta in un momento storico segnato da tensioni globali e da un crescente scetticismo verso le istituzioni comunitarie. L’invito a scendere in piazza, inizialmente lanciato sul Post e poi ripreso da Repubblica, ha però generato un dibattito acceso, rivelando divisioni soprattutto all’interno della sinistra. Alcuni hanno criticato l’approccio “troppo mediatico” dell’iniziativa, accusandola di essere più simbolica che sostanziale, mentre altri ne hanno lodato la capacità di unire attorno a un obiettivo comune.

L’Anpi, da parte sua, ha scelto di schierarsi senza esitazioni, ribadendo l’importanza di difendere i valori nati dalla Resistenza e incarnati nel Manifesto di Ventotene. «Le bandiere blu dell’Europa ci ricordano che vanno difesi i principi di libertà e giustizia», ha scritto l’associazione, sottolineando come la pace non sia un dato acquisito, ma un obiettivo da perseguire con determinazione. In un contesto globale in cui la forza sembra spesso prevalere sul diritto, l’Europa rappresenta, secondo l’Anpi, una via alternativa, fondata sul dialogo e sulla cooperazione.

La manifestazione del 15 marzo si configura dunque come un momento di riflessione e di impegno, in cui cittadini, associazioni e istituzioni sono chiamati a confrontarsi sulle sfide che attendono il Vecchio Continente. Tra queste, spiccano la necessità di contrastare i nazionalismi, di rafforzare la coesione sociale e di rispondere alle crisi internazionali con politiche comuni e condivise. L’appello a scendere in piazza, pur non essendo esente da critiche, rappresenta un tentativo di riportare al centro del dibattito pubblico i valori fondativi dell’Europa, spesso dati per scontati o messi in discussione.

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