Arredo, i distretti produttivi motore di competitività

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Durante l’ultima edizione del Salone del Mobile di Milano, che tradizionalmente trasforma la metropoli lombarda nel punto di osservazione privilegiato sulle tendenze del design mondiale, si è consumato un passaggio cruciale per il futuro dell’industria manifatturiera nazionale. Non è un mistero, del resto, che i distretti produttivi – quelle filiere fortemente radicate e solidali, capaci di concentrare in pochi chilometri le competenze artigianali, tecniche e tecnologiche necessarie a garantire la qualità dei prodotti finali – rappresentino il modello industriale tipicamente italiano per eccellenza. È proprio su questo patrimonio, che ha dimostrato negli anni la propria efficacia pur in assenza di colossi della finanza globale, che si sono concentrati gli sforzi di FederlegnoArredo e delle realtà territoriali.

Un tavolo per coordinare i territori

Nella cornice della fiera, è stato ufficialmente avviato il primo incontro in presenza del Tavolo Delegati Legno-Arredo di Confindustria, un’iniziativa promossa e coordinata dalla stessa Federazione. Questo confronto, che coinvolge presidenti e referenti di ben 15 Confindustrie territoriali, mira a mettere a sistema le best practice e a individuare le priorità del settore. Tra queste, in cima all’agenda emerge con urgenza la questione della formazione di manodopera qualificata; un nodo strutturale che rischia di strozzare la crescita, visti i picchi produttivi toccati da alcuni comparti. Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con un approfondimento dedicato proprio a questo tema dell’istruzione, individuato come ambito strategico per mantenere vivo il vantaggio competitivo della filiera del legno-arredo italiana.

Le marche siglano l’accordo per l’export

Parallelamente al lavoro di coordinamento nazionale, è stato siglato un accordo quadro particolare che lega la Regione Marche, FederlegnoArredo e l’associazione industriali locale. Lo strumento, presentato al pubblico dall’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro, dal presidente Claudio Feltrin e dal presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali, si configura come una leva strategica di politica industriale. L’obiettivo dichiarato è sostenere la filiera “Casa e Arredo”, uno dei settori identitari della regione, accompagnandola verso i mercati internazionali. Nel dettaglio, l’intesa cerca di allineare le politiche regionali alle traiettorie europee e nazionali in materia di innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale. Il cuore operativo prevede la definizione di un progetto di sistema, sviluppato con il coinvolgimento di centri di ricerca e università, e l’istituzione di una cabina di regia pubblico-privata che coordinerà le azioni nel medio-lungo periodo, favorendo l’accesso ai fondi europei anche in vista della prossima programmazione 2028.

Numeri e centralità del comparto

A corroborare la portata di queste iniziative ci sono i numeri diffusi dal Centro Studi di FederlegnoArredo, che delineano il peso specifico di questo comparto. Nel 2025, e nonostante un contesto geopolitico complesso che ha messo a dura prova le supply chain, i distretti hanno saputo interpretare la crisi guardando a nuovi mercati. Il caso delle Marche è emblematico: la filiera legno-arredo pesa per il 7,7% dell’industria regionale, genera un export di oltre 765 milioni di euro e rappresenta il 5,7% delle esportazioni totali della regione. Con un saldo commerciale di 660 milioni di euro e oltre 18.700 addetti distribuiti in più di 1.800 imprese, il distretto marchigiano si conferma il quarto polo nazionale per fatturato. E le sue cucine, nello specifico, valgono da sole il 26% del fatturato nazionale di quel segmento. La Lombardia, invece, guida la classifica con un fatturato che supera i 10,6 miliardi di euro e un export che raggiunge i 4,7 miliardi, a dimostrazione che, dal Nord al Centro, l’identità manifatturiera rimane il motore più affidabile del made in Italy nel mondo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.