Incendio a Crans-Montana, bilancio drammatico: 47 vittime e 112 feriti. Tajani: "Qualcosa non ha funzionato"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di Capodanno si è trasformata in un inferno nel locale di Crans-Montana, una tragedia che ha scosso la Svizzera e l’intera Europa, lasciando sul terreno un bilancio, ancora provvisorio ma già agghiacciante, di 47 persone decedute e 112 ferite, cinque delle quali in condizioni gravissime. "Le autorità svizzere ci hanno comunicato il bilancio", ha dichiarato l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, sottolineando come tra le vittime, molte delle quali giovanissime – si parla anche di tredicenni presenti nel bar –, ci siano sei connazionali dispersi e tredici ricoverati, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti per assicurare cure adeguate. Una conta drammatica, quella dei feriti italiani, il cui elenco completo, come precisato dall’ambasciatore, sarà disponibile solo nelle prossime ore, mentre i soccorsi continuano senza sosta tra le macerie e il fumo.

La risposta italiana e la gestione dell'emergenza

Il governo italiano, attraverso la voce del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha rinnovato il proprio cordoglio, personale e dell’esecutivo tutto, mantenendo un contatto costante con il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani – giunto sul luogo della sciagura – e con il Capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Una macchina diplomatica e di emergenza, questa, messa in moto immediatamente per fronteggiare una crisi che ha colpito profondamente anche il nostro Paese, dato l’alto numero di italiani coinvolti, sia tra i dispersi che tra i ricoverati. L’impegno, come ribadito, è quello di non lasciare soli i connazionali e le loro famiglie, coordinando ogni sforzo con le autorità elvetiche.

Le prime parole del ministro e il percorso giudiziario

Antonio Tajani, arrivato a Crans-Montana, non ha usato mezzi termini nel commentare quanto accaduto, definendo "drammatiche" le immagini della strage e affermando senza esitazione che "qualcosa non ha funzionato". Il ministro ha poi espresso una valutazione netta sulla dinamica dell’incidente, collegandola all’utilizzo di fuochi d’artificio, "seppur piccoli", all’interno del locale, una scelta da lui giudicata "poco responsabile". "Toccherà alla magistratura accertare le responsabilità. L’inchiesta è in corso", ha aggiunto Tajani, lasciando intendere che il percorso per far piena luce sulla dinamica e sulle eventuali negligenze sia appena iniziato e che si prospetta lungo e complesso, come spesso accade in casi di tale portata.

La bacheca della speranza sui social network

Parallelamente alle indagini e alle operazioni di soccorso, si sviluppa online una toccante e disperata ricerca di notizie. Su Instagram, il profilo "cransmontana.avisderecherche" è diventato in poche ore una bacheca digitale della speranza, raccogliendo oltre quattordicimila follower. Vi si pubblicano decine di volti e nomi – Achille, Giovanni, Ephraim, Tristan, Guillaume – di persone di cui si sono perse le tracce dopo l’incendio. Parenti e amici si aggrappano a questo strumento, cercando frammenti di informazioni, mentre l’onda di solidarietà travalica i confini nazionali, unendo in un comune sentimento di partecipazione al lutto e di sostegno migliaia di persone comuni, colpite da una tragedia che ha spezzato tante vite in una notte che avrebbe dovuto essere di festa.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.