Virtus Bologna doma Brescia in gara 1: Shengelia trascina, Cordinier risorge nel finale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La Virtus Bologna, nonostante un avversario agguerrito e un match tiratissimo, si aggiudica la prima sfida delle finali scudetto contro la Germani Brescia, chiudendo sul 90-87. Un risultato che, seppur di misura, conferma la solidità della squadra di Luca Banchi e regala il vantaggio iniziale in una serie che promette battaglie senza esclusione di colpi.
Tornjak Shengelia, autore di una prestazione da MVP, ha letteralmente dominato sotto canestro, chiudendo con 29 punti e un impressionante 12/14 da due punti. La sua presenza nel pitturato è stata inarrestabile, tanto da costringere Brescia a rincorrere senza mai trovare una soluzione efficace. "Veleggia su una nuvola di classe", si potrebbe dire, considerando come abbia gestito i tempi di gioco e sfruttato ogni minimo spazio per imporre la sua fisicità.
Se Shengelia è stato il faro, altri hanno brillato in modo più intermittente. Marco Belinelli, ad esempio, ha mostrato lampi della sua classe – come un buon passaggio nel primo quarto e quattro punti rapidi – ma senza la continuità necessaria per alzare il voto oltre il 5,5. Decisivo, invece, il riscatto di Isaïa Cordinier: dopo un primo tempo opaco (voto 5), si è rivelato fondamentale nel finale con due assist al bacio per Zizic, un rimbalzo offensivo cruciale e la rubata che ha chiuso la partita. Un 6,5 meritato, nonostante qualche esecuzione poco brillante nel mezzo.
Brescia, dal canto suo, ha lottato fino all’ultimo respiro. Dopo il sorpasso iniziale della Virtus, grazie a una tripla di Bryce Morgan e agli appoggi di Shengelia e Pajola, la Leonessa ha reagito con Burnell, autore della bomba del 70-70 a otto minuti dalla fine. Bilan e Dowe hanno tenuto vivo il botta e risposta dalle lunghe distanze, mentre Diouf ha impattato sul 76-76 con un floater a cinque minuti dal gong. Ma la freddezza della Virtus negli ultimi possessi ha fatto la differenza.
Da segnalare anche la prova difensiva su Della Valle, pressato senza tregua da Cordinier, che lo ha anticipato e soffocato fino alla panchina. Una mossa strategica che ha limitato uno dei pericoli maggiori per Brescia.




