OpenAI, ricavi verso i 40 miliardi nel 2026: l’accelerazione di Codex e degli abbonamenti in vista dell’Ipo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   OpenAI, la società statunitense che sviluppa sistemi di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, si avvicina a un traguardo finanziario di rilievo: il fatturato annuo, sulla base dell'andamento attuale, potrebbe superare i 40 miliardi di dollari entro il 2026. Questa la stima riportata da Bloomberg, che cita fonti informate sulla questione, secondo le quali il dato rappresenterebbe quasi il doppio del ritmo di crescita registrato dalla società alla fine del 2025.

Un'accelerazione che, alimentata da diversi fronti del business, si inserisce in un contesto più ampio di preparazione dell'azienda per il suo atteso debutto a Wall Street, rafforzando la strategia in vista dell'offerta pubblica iniziale.

Coding, abbonamenti e pubblicità: i motori della crescita

La spinta verso questo traguardo di fatturato è il risultato della combinazione di più fattori. Un ruolo di primo piano è giocato dal software di programmazione Codex, che ha registrato una forte domanda negli ultimi mesi. Parallelamente, le vendite di abbonamenti continuano a mostrare un andamento positivo, così come il business consumer, che contribuisce in modo significativo all'espansione dei ricavi. A queste fonti di reddito si aggiunge un'altra voce, quella dell'attività pubblicitaria, ancora agli inizi ma già in grado di fornire un contributo al quadro complessivo.

Secondo quanto emerso, alla base di questa performance ci sarebbe un aumento della domanda per gli agenti di intelligenza artificiale dell'azienda, con Codex e ChatGPT Work che si confermano tra i prodotti più richiesti.

La maxi-raccolta da 7 miliardi per fare cassa in vista dell’Ipo

In parallelo all'ottimismo sui ricavi, OpenAI ha messo a segno un'operazione finanziaria di grande portata: un riacquisto di azioni del valore di 7 miliardi di dollari, destinato a dipendenti ed ex dipendenti. Questa operazione, che non ha coinvolto investitori esterni, ha confermato la valutazione dell'azienda a 852 miliardi di dollari, allineandola con quella emersa dall'ultimo round di finanziamento da 122 miliardi di dollari completato a fine marzo.

La mossa, che ha permesso di fornire liquidità al personale, è letta da alcuni osservatori come un segnale che l'azienda non abbia fretta di quotarsi, preferendo attendere il momento più opportuno per presentarsi al pubblico, magari dopo aver consolidato la nuova strategia focalizzata sul business enterprise.

Concorrenza e prospettive future

Il percorso di OpenAI verso i 40 miliardi di dollari di fatturato avviene in un contesto di forte competizione nel settore dell'intelligenza artificiale. La rivale Anthropic, che ha annunciato un fatturato annualizzato superiore ai 47 miliardi di dollari a maggio, rappresenta un termine di paragone diretto, sebbene le due aziende utilizzino metriche di calcolo differenti, rendendo il confronto non perfettamente omogeneo.

Per competere più efficacemente e conquistare una fetta maggiore di mercato, OpenAI ha anche ridotto i prezzi di alcuni suoi modelli, una strategia che mira a rendersi più attrattiva per i clienti attenti ai costi, soprattutto di fronte alla concorrenza dei rivali cinesi. L'obiettivo rimane quello di rafforzare la propria posizione in vista del debutto in Borsa, per il quale entrambe le società hanno già presentato i documenti, con Anthropic che potrebbe precedere OpenAI con un'Ipo già nell'autunno del 2026.

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