Il Board of peace di Trump si riunisce a Washington, per Gaza cinque miliardi di dollari in arrivo e l’Italia nel ruolo di osservatore
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Redazione Interno
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Si tiene oggi, a Washington, la riunione inaugurale del Board of peace, l’organismo voluto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con l’ambizioso obiettivo – dichiarato – di gestire la ricostruzione della Striscia di Gaza e, in prospettiva, di estendere il proprio raggio d’azione ad altri teatri di crisi internazionali. L’incontro, che prende il via alle nove ora locale, le quindici in Italia, vede la partecipazione di circa trentacinque capi di Stato e di governo, un numero comunque inferiore rispetto alle sessanta invitati inizialmente, segno evidente delle profonde spaccature e perplessità che questa iniziativa ha generato nello scacchiere diplomatico globale. -1-5
Il nuovo organismo, concepito dall’inquilino della Casa Bianca come una struttura snella e operativa, si pone di fatto in competizione – se non in aperta alternativa – con i tradizionali consessi multilaterali, primo fra tutti le Nazioni Unite. Tra i membri effettivi figurano Israele, l’Argentina di Javier Milei, l’Ungheria di Viktor Orbán, oltre a potenze regionali come l’Arabia Saudita, l’Egitto e il Marocco. -1-6 Sul fronte europeo, l’iniziativa divide nettamente il continente: mentre Francia e Spagna hanno declinato l’invito, criticando la potenziale marginalizzazione dell’Onu, l’Unione Europea sarà presente in qualità di osservatore con la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica. -1-10
Proprio la formula dell’osservatore è quella scelta dall’Italia, rappresentata a Washington dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Una decisione, questa, maturata al termine di un acceso dibattito politico e di un confronto parlamentare durato cinque ore, che ha visto la maggioranza di centrodestra compatta nel sostenere l’esecutivo e le opposizioni unite nel votare una risoluzione contraria. -8 Il governo, ha spiegato Tajani nel corso delle comunicazioni alle Camere, ha optato per questo status – lo stesso di Germania, Grecia e Cipro – a causa di una palese incompatibilità statutaria: l’articolo 9 dello statuto del Board, che prevede limitazioni alla sovranità per i membri effettivi, si scontra con l’articolo 11 della Costituzione italiana, il quale consente tali limitazioni solo in condizioni di parità con gli altri Stati. -3-6 Una motivazione tecnica, quella del titolare della Farnesina, che non ha tuttavia placato le critiche delle opposizioni, con Elly Schlein e Giuseppe Conte che hanno parlato di una scelta di subalternità a Washington e di un tentativo di aggirare il dettato costituzionale. -6-8
Un board dai poteri concentrati e un piano da 5 miliardi
La struttura del Board of peace, così come concepita dalla Casa Bianca, assegna al presidente Trump poteri molto estesi, tra cui il diritto di veto e il controllo dell’agenda, sollevando piogge di polemiche e interrogativi sulla reale natura dell’organismo. -1 La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha anticipato che nel corso della riunione odierna verrà ufficializzato l’impegno da parte di alcuni Stati membri a versare oltre cinque miliardi di dollari. Una somma che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe servire non solo per la ricostruzione materiale, ma anche per gettare le basi di una stabilità duratura: si parla infatti del dispiegamento di migliaia di unità per una forza di stabilizzazione internazionale e per la formazione di una polizia locale palestinese. -1-10 Su quest’ultimo fronte, l’Italia ha già fatto sapere di essere pronta a contribuire, incrementando la presenza dei carabinieri a Rafah, come ribadito dallo stesso Tajani, forte dell’esperienza maturata con l’iniziativa “Food for Gaza” e con la messa a punto di un piano nazionale per la ricostruzione incentrato su sanità, istruzione e sicurezza alimentare. -3-9
Presenti illustri e assenze che pesano: il Vaticano dice no
Oltre alle adesioni, a fare notizia sono anche le assenze di peso. Il Regno Unito ha declinato l’invito, e il Canada di Mark Carney ha visto la propria partecipazione revocata da Trump dopo alcune dichiarazioni poco gradite dal presidente. -5-10 Ma a sorpresa, nelle ultime ore, è arrivato il rifiuto anche da parte del Vaticano, una decisione che, secondo fonti della Casa Bianca, avrebbe irritato non poco l’amministrazione americana. -1 La portavoce Leavitt ha definito la scelta della Santa Sede “profondamente spiacevole”, sottolineando come la pace non dovrebbe mai essere considerata una questione di parte. -1 Un fronte inaspettato, questo, che si aggiunge alle perplessità già espresse da quanti vedono nel Board una creatura politica a forte trazione trumpiana, progettata per bypassare i meccanismi diplomatici tradizionali e imporre una visione della pace che rischia di non tenere conto delle complesse dinamiche locali e delle legittime aspirazioni del popolo palestinese, seppur rappresentato nel comitato tecnocratico da Ali Sha'at. -2-7




