Poste Italiane chiude il 2025 con ricavi e utile ai massimi storici
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Redazione Economia
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L’esercizio 2025 di Poste Italiane si è chiuso con numeri che non hanno precedenti nella storia del gruppo, e l’amministratore delegato Matteo Del Fante, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati preliminari, non ha usato giri di parole per descrivere la performance: si tratta, per sua stessa ammissione, dei migliori risultati mai registrati, con ricavi e redditività a livelli record -1-4. Il consiglio di amministrazione ha approvato i conti di un anno che ha visto i ricavi consolidati attestarsi a 13,1 miliardi di euro, segnando un incremento del 4 per cento rispetto al 2024, mentre l’utile netto è balzato a 2,2 miliardi, con una crescita del 10 per cento che supera le attese e anticipa gli obiettivi fissati dal piano industriale per il quadriennio 2024-2028 -5-6. Una crescita, quella del gruppo guidato da Del Fante, che prosegue ininterrotta dal 2017 e che trova nel comparto dei servizi finanziari e assicurativi il suo motore principale, con questi ultimi che hanno fatto segnare un incremento dei ricavi dell’11,3 per cento, trainati in particolare dal segmento della protezione, cresciuto del 15,8 per cento -1-4.
La spinta dei servizi finanziari e la nuova strategia sui dividendi
Il cuore pulsante del modello di business, rappresentato dai servizi finanziari, ha generato ricavi per 5,7 miliardi di euro, in rialzo del 2,9 per cento, mentre il margine d’interesse ha toccato il massimo storico a 2,7 miliardi, beneficiando dei rendimenti del portafoglio investimenti e di una rigorosa disciplina dei costi che ha visto le spese totali ridursi dello 0,1 per cento -1-9. Alla solidità dei conti si accompagna una politica di remunerazione degli azionisti diventata più generosa, con il consiglio che proporrà un dividendo di 1,25 euro per azione, in aumento del 16 per cento rispetto all’esercizio precedente, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi che porta il payout ratio al 73 per cento -1-5. Del Fante ha sottolineato come il rafforzamento della politica dei dividendi, che dal 2016 ha visto il gruppo distribuire quasi 9 miliardi ai propri azionisti, rifletta la capacità di generazione di cassa e la fiducia nella traiettoria di crescita, con l’impegno a mantenere un payout superiore al 70 per cento anche per il futuro -5-9.
La logistica in controtendenza e l’ascesa del digitale
Nel segmento della corrispondenza, dei pacchi e della distribuzione, i ricavi hanno raggiunto i 3,9 miliardi con un incremento del 2,7 per cento, e qui il dato più rilevante riguarda il comparto della logistica: nonostante il calo strutturale della corrispondenza tradizionale, scesa del 2,9 per cento, i pacchi hanno fatto registrare una crescita dei ricavi del 9,4 per cento e un aumento dei volumi del 13,3 per cento, con 349 milioni di unità consegnate -1-4. La trasformazione da operatore postale a piattaforma logistica integrata, come ha spiegato Del Fante al Tg Poste, sta accelerando grazie alla quota crescente di pacchi consegnati direttamente dai postini, che ha raggiunto il 43 per cento del totale, e al lancio della rete interna di corrieri -1-2. Parallelamente, il fronte digitale ha visto il successo della nuova app "P", che unificando le funzioni di Bancoposta e Postepay ha superato i 16 milioni di download e conta oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri, un numero superiore alla somma degli utenti delle vecchie applicazioni, a dimostrazione di come la migrazione abbia portato a un guadagno netto di clientela -2-7-9.
L’espansione nei pagamenti e nell’energia
I servizi di Postepay hanno generato ricavi per 1,7 miliardi, in crescita del 5,1 per cento, con il transato in aumento del 9 per cento e il numero complessivo di transazioni cresciuto del 12 per cento, un andamento che ha compensato il minor contributo dei pagamenti istantanei a seguito delle modifiche normative europee -1. L’offerta si è allargata anche al settore energetico, con Poste Energia che ha contribuito per 126 milioni di euro ai ricavi, sostenuta da una base clienti che ha superato il milione di contratti per luce e gas -1-4. Le attività finanziarie investite dalla clientela hanno raggiunto quota 600 miliardi di euro, con un incremento di 10 miliardi rispetto a dicembre 2024, grazie a una raccolta netta di 2,5 miliardi nei prodotti di investimento e alla performance solida dei buoni postali -1-9.
La riorganizzazione del gruppo e le sinergie con Tim
Il gruppo ha avviato una riorganizzazione interna che prevede l’integrazione delle attività dei pagamenti e dei servizi finanziari in un unico polo, una mossa che, secondo Del Fante, mira a rafforzare la centralità del cliente, accelerare il time-to-market e ottimizzare l’impiego del capitale, massimizzando il valore della piattaforma distributiva -5-9. Sul fronte delle partecipazioni strategiche, prosegue il lavoro a stretto contatto con Tim, di cui Poste Italiane è azionista di lungo periodo con una quota del 27,3 per cento, per realizzare sinergie di lungo periodo e contribuire alla stabilizzazione della governance, con l’obiettivo di creare valore e rendimenti sostenibili per gli azionisti -5-9. La posizione patrimoniale del gruppo si conferma solida, con il total capital ratio di Bancoposta al 23,1 per cento e il solvency ratio del gruppo assicurativo Poste Vita al 304 per cento, valori ben al di sopra delle ambizioni manageriali -9.




