Como-Inter, Di Bello dirige la semifinale d’andata della Coppa Italia al Sinigaglia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La semifinale di andata della Coppa Italia, quella che questa sera alle 21 mette di fronte il Como e l’Inter allo stadio Giuseppe Sinigaglia, rappresenta un crocevia importante per entrambe le formazioni, sebbene con prospettive e ambizioni naturalmente differenti. Per i padroni di casa, allenati da Cesc Fàbregas, si tratta di un appuntamento con la storia, considerato che il club lariano non raggiungeva questo stadio della competizione da quarant’anni, ovvero dalla stagione 1985-86 quando fu la Sampdoria a negargli l’accesso alla finale; un cammino, quello dei comaschi in questo torneo, che ha già visto l’eliminazione di due avversari di prestigio come il Napoli, superato ai calci di rigore dopo l’1-1 del Maradona, e la Fiorentina, a testimonianza di una crescita esponenziale della squadra e della sua capacità di competere su più fronti.

Dall’altro lato, la squadra guidata da Cristian Chivu, nonostante sia reduce dall’eliminazione in Champions League per mano del Bodø/Glimt – un doppio confronto che ha lasciato il segno – arriva all’appuntamento forte della sua superiorità nei precedenti specifici di questa coppa: su nove incontri disputati in passato tra le due compagini nella manifestazione, il bilancio sorride ai nerazzurri con sei vittorie e tre pareggi, e l’ultimo confronto al Sinigaglia in Coppa Italia, risalente al 1991, vide proprio l’imporsi dell’Inter per 1. Il tecnico rumeno, chiamato a gestire le energie in una rosa comunque profonda nonostante le assenze, opera un turnover ragionato, proponendo un undici che nelle intenzioni deve mantenere alta la concentrazione contro un avversario che in campionato sta stupendo per qualità di gioco e solidità difensiva, tanto da occupare la quinta posizione in classifica alle spalle delle corazzate.

Le scelte di Fàbregas e Chivu, con Nico Paz e le novità in attacco

La conferma più attesa, per il Como, è quella di Nico Paz, il giovane talento argentino che rappresenta l’elemento di maggiore imprevedibilità nella manovra offensiva lariana, e che Fàbregas schiera dal primo minuto nonostante le voci di un possibile turnover; l’ex centrocampista spagnolo, ora in panchina, affida le chiavi della trequarti al suo numero dieci, supportato da un reparto avanzato che vede Lucas Da Cunha e Maxence Caqueret pronti a inserirsi, con l’ex Barcellona Sergi Roberto a dettare i tempi in mediana insieme a Maxi Perrone. La difesa, davanti a Butez, è composta da Smolcic, Ramon, Diego Carlos e Alex Valle, con l’obiettivo di contenere le ripartenze di un’Inter che, pur priva di alcuni titolari, resta temibile.

Chivu, dal canto suo, deve fare i conto con le assenze pesanti in attacco, dove mancano all’appello sia Lautaro Martinez che Bonny, costringendo il mister a ridisegnare il reparto offensivo: la scelta è quella di affidarsi a Francesco Pio Esposito come punta centrale, con Andy Diouf spostato sulla trequarti in un ruolo atipico ma funzionale al 3-5-1-1 disegnato per l’occasione, e con Davide Frattesi a fungere da raccordo tra centrocampo e attacco, sfruttando i suoi inserimenti senza palla. Dietro, la linea a tre è composta da Bisseck, Acerbi e Bastoni, con i quinti Darmian e Carlos Augusto a garantire spinta sulle fasce, mentre in mezzo al campo agiscono Sucic e Calhanoglu a fianco di Mkhitaryan, con l’obiettivo di mantenere il possesso e dettare i ritmi di una partita che si preannuncia tesa e combattuta.

La direzione di gara affidata a Di Bello, al Var c’è Mazzoleni

A dirigere la contesa, il cui calcio d’inizio è fissato per le 21, sarà Marco Di Bello, arbitro della sezione di Brindisi, coadiuvato dagli assistenti Peretti e Colarossi, con Zufferli quarto uomo; la sala Var è presidiata da Mazzoleni, coadiuvato da Maresca, pronti a intervenire sugli episodi dubbi che potrebbero verificarsi in una gara dal così alto tasso emotivo. La scelta del designatore arbitrale, in una semifinale che rappresenta un crocevia per l’intera stagione di entrambi i club, è caduta su una terna esperta, chiamata a gestire con oculatezza i cartellini e le proteste in un match che si preannuncia intenso fisicamente.

La partita, trasmessa in chiaro su Canale 5 e in streaming su Mediaset Infinity, offre al pubblico la possibilità di assistere a un confronto che mette di fronte due filosofie di gioco: da una parte il palleggio e la ricerca della profondità voluti da Fàbregas, dall’altra la solidità e la capacità di colpire in transizione che Chivu sta cercando di instillare nei suoi. Il ritorno è fissato per il 22 aprile a San Siro, ma stasera, al Sinigaglia, si gettano le basi per la qualificazione alla finale dell’Olimpico del 13 maggio, in un torneo che l’Inter ha vinto nove volte e che il Como insegue con la fame di chi vuole continuare a scrivere pagine inedite della propria storia.

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