Fumo su Gaza mentre Israele lancia l'operazione "Carri di Gedeone", decine di vittime nei raid
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Redazione Esteri
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Dense colonne di fumo si alzano dal nord della Striscia di Gaza, visibili persino dal sud di Israele, mentre le forze armate israeliane danno il via a una nuova fase dell’offensiva contro Hamas, battezzata "Carri di Gedeone". Le autorità sanitarie locali riferiscono di almeno 10 morti nei bombardamenti della mattinata, mentre l’esercito israeliano conferma l’avanzata verso Deir al-Balah, nel cuore dell’enclave palestinese.
I filmati diffusi sabato dall’Idf mostrano operazioni militari nella zona settentrionale, dove le truppe stanno agendo, secondo quanto dichiarato dai funzionari, per esercitare pressione su Hamas affinché rilasci gli ostaggi ancora in mano ai militanti. «L’operazione è condotta con grande forza», ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz, senza però entrare nel dettaglio delle strategie adottate.
Fino a poche ore fa, le dichiarazioni ufficiali parlavano in termini generici di «occupazione di aree strategiche» e di attacchi su vasta scala, ma i raid a Gaza city, Khan Younis, Beit Lahia e Shuja'iyya lasciano pochi dubbi: la fase più intensa dell’offensiva è cominciata, anche se, stando alle valutazioni degli osservatori, si tratterebbe ancora di un’azione preliminare.
Intanto, il bilancio delle vittime continua a salire. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati forniti dal ministero della Sanità di Gaza, sono stati uccisi almeno 153 palestinesi, mentre i feriti superano i 450. Dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023, i morti accertati sarebbero 53.272, con oltre 120.000 feriti. Una cifra che include anche i 3.131 decessi registrati da quando, il 18 marzo scorso, Israele ha ripreso i bombardamenti dopo una breve tregua.




