Israele lancia l'offensiva "Carri di Gedeone": tank avanzano a nord di Gaza
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Redazione Esteri
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Tel Aviv – I carri armati israeliani, protetti da un incessante fuoco di artiglieria, hanno varcato i confini di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, dando il via a quella che il governo di Benjamin Netanyahu ha ribattezzato operazione "Carri di Gedeone". Un nome che evoca l'episodio biblico in cui Gedeone, con pochi uomini e l'astuzia delle torce, riuscì a seminare il panico tra i nemici. Oggi, però, non si tratta di strategia psicologica: la terza notte di bombardamenti ha lasciato sul terreno 66 vittime, mentre le forze di occupazione consolidano il controllo sui territori invasi.
Hussein Odeh, sollevatore di pesi palestinese, racconta ciò che resta della sua famiglia a Jabalia. «Giuro che li ho vestiti per portarli via di qui», dice, riferendosi ai figli di tre, cinque e nove anni. «Voglio solo che uno di loro sia vivo. Almeno uno». Nei primi mesi del conflitto, un attacco israeliano gli ha strappato la figlia, la madre e le sorelle. Storie come la sua si moltiplicano tra le macerie, mentre chi può ancora fuggire si chiede: «Dove andiamo?».
Sabato, l’esercito israeliano ha diffuso video che mostrano le operazioni militari nel nord della Striscia, presentandole come una mossa necessaria per costringere Hamas a rilasciare gli ostaggi ancora in mano ai miliziani. Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito l’offensiva un’azione di "grande forza", sostenuta da attacchi aerei e navali che hanno raso al suolo interi quartieri di Beit Lahia e Jabalia.




