Fumo su Gaza mentre Israele lancia l'operazione "Carri di Gedeone", bilancio in crescita
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Redazione Esteri
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Dense colonne di fumo si alzano dal nord della Striscia di Gaza, visibili persino dal sud di Israele, mentre le forze armate israeliane danno il via a una nuova, intensa fase dell’offensiva contro Hamas, battezzata "Carri di Gedeone". Le autorità sanitarie locali segnalano almeno 10 vittime nei raid mattutini, ma il computo complessivo delle ultime 24 ore – secondo quanto riportato dal ministero della Sanità di Gaza e ripreso da Al-Jazeera – parla di 153 morti e 459 feriti, numeri che portano il totale dall’inizio del conflitto a 53.272 decessi e 120.673 feriti.
L’esercito israeliano, che sta avanzando verso Deir al-Balah, nel cuore dell’enclave, ha confermato l’avanzata dei blindati supportati da attacchi aerei con elicotteri e droni, concentrati anche nella zona meridionale, vicino a Rafah. Se nelle prime comunicazioni si parlava genericamente di "occupazione di aree strategiche", i bombardamenti su Gaza City, Khan Younis, Beit Lahia e Shuja'iyya lasciano pochi dubbi sull’escalation in atto.
L’operazione, che evoca nel nome il simbolo biblico della forza, mira a tre obiettivi dichiarati: il controllo militare del territorio, la liberazione degli ostaggi e lo smantellamento di Hamas. Intanto, il movimento palestinese ribadisce la disponibilità a colloqui "senza condizioni preliminari" a Doha, mentre sul campo la situazione umanitaria – già al collasso – continua a peggiorare. Le cifre, del resto, sono solo parziali: i soccorsi faticano a raggiungere le zone più colpite, e il numero delle vittime, come accade in questi casi, è destinato a salire.




