Israele intensifica l’offensiva a Gaza con l’operazione "Carri di Gedeone"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le truppe israeliane avanzano nella Striscia di Gaza, l’operazione Carri di Gedeone – lanciata nelle scorse ore – ha già provocato decine di vittime tra i civili, con bombardamenti che non hanno risparmiato neppure ospedali e campi profughi. Secondo fonti locali, almeno 144 palestinesi sarebbero morti negli attacchi, mentre l’esercito israeliano (Tzahal) sostiene di aver colpito oltre 670 obiettivi legati a Hamas, inclusi tunnel e strutture sotterranee.

A Rafah, nel sud dell’enclave, le immagini diffuse dall’Idf mostrano operazioni di terra in corso, sebbene l’agenzia di protezione civile di Gaza abbia denunciato la morte di 52 persone solo negli ultimi raid. Intanto, migliaia di residenti hanno abbandonato Khan Younis, la seconda città più popolosa della Striscia, dopo l’ordine di evacuazione emesso da Israele. L’obiettivo dichiarato è quello di esercitare pressione su Hamas affinché rilasci gli ostaggi sequestrati il 7 ottobre 2023, anche se il gruppo islamico ha ribadito che non accetterà alcuno scambio senza un cessate il fuoco permanente.

Parallelamente, in Cisgiordania, le forze israeliane hanno demolito un’abitazione a Bruqin, vicino a Salfit, giustificando l’azione con la mancanza di permessi edilizi. Una pratica sempre più frequente, che alimenta le tensioni in un territorio già segnato da decenni di occupazione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.