Autotrasporto, la manovra blocca le compensazioni delle accise

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una modifica introdotta nell'articolo 26, comma 1, della legge di Bilancio, la quale vieta l'utilizzo dei crediti d'imposta per compensare i versamenti dovuti ai fini contributivi e previdenziali, sta generando un profondo allarme nell'intero settore dei trasporti su gomma. Questa novità, valida per ogni tipologia di merce, si abbatte con particolare durezza sul meccanismo dei rimborsi delle accise sul carburante, un beneficio vitale per gli autotrasportatori che spesso viene impiegato proprio per pareggiare il debito con altri tributi. La misura, che di fatto cancella una forma di liquidità immediata, rischia di innescare, secondo gli operatori, "effetti dirompenti" per un comparto già fortemente provato.

La protesta delle associazioni di categoria

Trasportounito, esprimendo una posizione condivisa da molti, ha definito la situazione "di ginocchio", sottolineando come più dell'ottanta percento delle merci nazionali viaggi sui camion. "Lo Stato", si legge in una nota, "considera questa attività alla stregua di una sorta di obbligo e di una certezza", ma da oggi, con bilanci sull'orlo del crack, la maggioranza delle imprese "potrebbero collassare trascinando nel baratro l’intera economia del Paese". Le reazioni, che si preannunciano inevitabili, potrebbero quindi concretizzarsi in forme di protesta, sebbene la preoccupazione maggiore risieda nella sostenibilità finanziaria immediata di molte aziende, le quali si vedono privare di uno strumento essenziale per la tesoreria.

Le critiche dei Commercialisti e l'estensione della norma

Anche il mondo professionale si è mosso attraverso le audizioni parlamentari, dove Salvatore Regalbuto, consigliere delegato del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, ha chiesto l'abolizione della stretta o, in alternativa, la sua limitazione alle sole grandi imprese. La disposizione, infatti, estende a tutti i soggetti una disciplina che in precedenza era applicata esclusivamente a banche e intermediari finanziari, uniformando di fatto trattamenti che fino a ieri erano invece differenziati. Questa generalizzazione, se da un lato risponde a esigenze di equità del sistema, dall'altro non tiene conto delle specificità e delle fragilità di settori come l'autotrasporto, la cui sopravvivenza dipende da flussi di cassa costanti.

Il no categorico del settore alla nuova disciplina

La posizione dell'autotrasporto è dunque un rifiuto netto verso una norma che, di fatto, paralizza la compensazione tra crediti e debiti. Il meccanismo, che consentiva di utilizzare i rimborsi sulle accise per saldare gli obblighi previdenziali, rappresentava un circolo virtuoso per le casse delle imprese, le quali ora si trovano a dover far fronte a uscite monetarie senza poter attingere a entrate certe. La legge di Bilancio, in questo modo, interrompe un canale di finanziamento che, sebbene non esplicitamente concepito per questo scopo, era diventato nel tempo una consuetudine operativa, un pilastro della gestione finanziaria di moltissime aziende del settore.

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