Isfahan, distrutto il deposito per l’uranio arricchito: Israele colpisce i siti nucleari iraniani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’attacco israeliano ha preso di mira l’infrastruttura iraniana dedicata all’arricchimento dell’uranio, situata a Isfahan, uno dei centri principali del programma nucleare di Teheran. L’Idf, le forze armate israeliane, hanno confermato di aver colpito oltre 400 obiettivi in Iran, concentrandosi in particolare sui siti di Natanz e Isfahan, ma escludendo l’impianto di Fordow. Fonti militari hanno precisato che le operazioni aeree continueranno, senza fornire ulteriori dettagli sulle prossime mosse.

Intanto, il bilancio degli attacchi iraniani su Israele – una rappresaglia per l’offensiva israeliana – è salito a tre vittime e circa 80 feriti, tra cui diverse persone in condizioni gravi. I raid, che hanno coinvolto anche l’area di Tel Aviv, hanno provocato danni materiali e umani, anche se le difese israeliane sono riuscite a intercettare la maggior parte dei missili lanciati da Teheran.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, durante un’audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha ribadito la posizione del governo: «L’Italia sostiene la de-escalation, ma non può esserci ambiguità di fronte al rischio nucleare». Tajani ha espresso «piena solidarietà» a Israele, sottolineando che «l’Iran non può dotarsi dell’arma atomica», definendo l’avanzamento del programma nucleare iraniano un «superamento della linea rossa».

Da parte sua, Teheran ha minacciato di utilizzare «duemila missili» in caso di ulteriori attacchi, lasciando intendere che potrebbero essere prese di mira anche basi statunitensi nella regione. La tensione, già elevata, rischia di aggravarsi ulteriormente, mentre le diplomazie internazionali tentano di evitare un’escalation che potrebbe destabilizzare l’intero Medio Oriente

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