Haze a Singapore: la nube tossica dagli incendi indonesiani incombe sul Gp di Formula 1

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Gran Premio di Singapore di Formula 1 si prepara a vivere un fine settimana reso ancora più complesso da una variabile ambientale che sta trasformando la città-stato in uno degli angoli più inquinati del pianeta. La foschia transfrontaliera, nota come "haze", ha avvolto Marina Bay e l'intera area urbana, spingendo le autorità locali ad attivare protocolli sanitari eccezionali a ridosso delle sessioni in pista.

Un fenomeno transfrontaliero alimentato da incendi dolosi

La nube che oscura il cielo di Singapore non ha origine locale. Deriva in larga parte dai roghi che da settimane divampano nelle province indonesiane di Sumatra e Kalimantan, spesso appiccati volontariamente attraverso la pratica del taglia e brucia per liberare terreno da destinare a piantagioni industriali di palma da olio e a silvicoltura per la produzione di cellulosa.

La siccità legata al fenomeno climatico El Niño, che quest'anno si protrae oltre le previsioni stagionali, ha reso i suoli torbosi particolarmente infiammabili e ha favorito la propagazione di un fumo denso e persistente, capace di viaggiare per centinaia di chilometri sospinto dai venti. Nella giornata di venerdì, secondo i dati dell'agenzia svizzera IQAir, Singapore ha registrato la qualità dell'aria peggiore al mondo tra le grandi città monitorate, con un indice di inquinamento superiore alla soglia di 170 e un PM2.5 in fascia elevata.

Misure straordinarie e impatti sulla vita quotidiana

Le conseguenze del deterioramento dell'aria si sono già fatte sentire ben oltre i confini di Singapore. In Malesia, diverse regioni tra cui la capitale Kuala Lumpur hanno disposto la chiusura delle scuole, mentre nei giorni scorsi alcuni voli sono stati dirottati o ritardati a causa della ridotta visibilità. A Singapore, l'Agenzia Nazionale per l'Ambiente ha diffuso un aggiornamento che colloca il PSI a 24 ore tra 135 e 192, nella fascia definita "insalubre", con previsioni che non escludono un ulteriore peggioramento.

Il ministero della Salute indonesiano ha reso noto che tra agosto e il 21 settembre sono stati registrati quasi 175.000 casi di infezioni respiratorie acute nelle aree colpite dai roghi, un dato che dà la misura della portata sanitaria dell'emergenza.

La posizione della Fia e le contromisure al circuito

Nonostante il quadro ambientale critico, la Federazione Internazionale dell'Automobile ha fatto sapere che la foschia non rappresenta una minaccia per lo svolgimento delle attività in pista. La Fia ha precisato di monitorare costantemente i livelli di qualità dell'aria in collaborazione con le autorità locali e di aver predisposto misure di contingenza qualora le condizioni dovessero ulteriormente aggravarsi. Eventuali restrizioni, ha spiegato la Federazione, riguarderebbero principalmente le attività di intrattenimento all'aperto e non l'ambiente del paddock o il circuito.

L'organizzazione del Gran Premio ha confermato che il programma sportivo non subirà modifiche, mentre sui canali ufficiali e sui maxischermi del tracciato verranno diffusi i bollettini sulla qualità dell'aria e le raccomandazioni sanitarie. Maschere N95 saranno rese disponibili per le categorie più vulnerabili nei punti di primo soccorso, mentre per tutti gli spettatori saranno acquistabili a prezzo simbolico qualora il PM2.5 dovesse raggiungere la fascia alta.

Alcuni piloti hanno minimizzato l'impatto della foschia: Lewis Hamilton ha dichiarato di avere "problemi molto più grandi su cui concentrarsi" e di non aver notato particolari disagi all'esterno, se non per le difficoltà riscontrate in fase di atterraggio a causa della scarsa visibilità.

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