Ternana, la famiglia Rizzo affida a un legale la vertenza sullo stadio-clinica
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Redazione Interno
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La proprietà della Ternana Calcio, la famiglia Rizzo, ha deciso di passare alle vie legali per sbloccare l’impasse che circonda il progetto dello stadio-clinica, un’opera che definisce fondamentale per le sorti stesse della società calcistica. L’incarico di seguire la complessa pratica, la cui realizzazione appare al momento ferma, è stato conferito all’avvocato Manlio Morcella, il quale avrà il compito, da un lato, di coordinare il collegio difensivo e di rappresentare gli interessi della famiglia anche a livello regionale e, dall’altro, di accertare le cause del blocco e i relativi profili di responsabilità. Nella nota con cui è stata annunciata la mossa, si sottolinea con forza come la riuscita dell’operazione sia indissolubilmente legata alla sopravvivenza del club, ereditato in condizioni di estrema criticità a causa delle gestioni precedenti, sulle quali la proprietà invita ora a fare chiarezza.
Il duplice compito dell’avvocato Morcella
L’avvocato Morcella, secondo quanto esposto dalla proprietà, si troverà ad agire su un duplice binario, poiché dovrà occuparsi sia degli aspetti più strettamente giudiziali, investigando sulle eventuali responsabilità che hanno condotto all’attuale stallo, sia di quelli più diplomatici. Gli viene infatti affidato pure il mandato di verificare la concreta possibilità di una bonaria composizione della vicenda, un esito che, viene fatto notare, è nell’ausicio non soltanto della società ma dell’intera città e della sua tifoseria. Questo approccio, che combina la fermezza legale con l’apertura a una soluzione concordata, riflette la delicatezza di una questione che trascende il mero ambito sportivo per investire il futuro urbanistico e sanitario di Terni.
La replica dell’amministrazione comunale
Di fronte alle dichiarazioni della proprietà del club, l’amministrazione comunale di Terni è intervenuta per precisare la propria posizione, definendola “limpida e legittima”, dopo aver mantenuto a lungo un riserbo dettato da un senso di responsabilità. L’ufficio stampa del Comune ha specificato che a impugnare la determina comunale, la quale sanciva il superamento delle prescrizioni della conferenza dei servizi del 2022, è stata la Regione Umbria. In merito all’udienza preliminare al Tar, tenutasi il 18 novembre, è stato inoltre chiarito che sono stati i legali regionali, e non quelli del Comune, a chiedere il non esame della sospensiva, correggendo così quelle che vengono definite “ricostruzioni fuorvianti” e “dichiarazioni non corrispondenti alla realtà” circolate nelle ore precedenti.
Uno stallo dalle conseguenze pesanti
Al di là delle reciproche posizioni e delle attribuzioni di responsabilità, ciò che emerge con chiarezza è la gravità delle conseguenze legate a questo prolungato stallo. La famiglia Rizzo, attraverso il suo legale, lancia un monito molto diretto, affermando che l’intera sopravvivenza della Ternana Calcio è messa a rischio dall’impossibilità di portare a compimento il progetto stadio-clinica. Una situazione di pericolo che si somma allo stato di criticità in cui la società è stata rilevata, una condizione della quale, si precisa, i nuovi proprietari non erano a conoscenza al momento dell’acquisto e che viene imputata, senza mezzi termini, alle gestioni che si sono succedute in passato.




