Crans Montana, in cella il titolare de Le Constellation: «Pericolo di fuga»
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Redazione Interno
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Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, è stato posto in stato di arresto al termine di un lungo interrogatorio condotto dalla procura di Sion, che lo ha ascoltato in qualità di indagato insieme alla moglie Jessica. La decisione, motivata dalla sussistenza di un concreto pericolo di fuga, attende ora la conferma formale del giudice dei provvedimenti coercitivi del Canton Vallese, che dovrà pronunciarsi entro le prossime quarantotto ore. La terribile vicenda, che ha privato la vita a quaranta giovani clienti la notte di Capodanno e ne ha feriti gravemente centosedici, continua dunque il suo iter giudiziario, mentre il paese – che ha osservato oggi un lutto nazionale – tenta di fare i conti con una perdita collettiva di così vasta e straziante portata.
La misura per la moglie e gli sviluppi dell’inchiesta
Diversa, seppur anch’essa restrittiva, la misura disposta per Jessica Moretti, alla quale sono stati applicati gli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico; una scelta, quella del pubblico ministero Beatrice Pilloud, che tiene conto dell’esigenza di dover accudire un figlio di soli dieci mesi, ma che risponde pur sempre all’esigenza di prevenire qualsiasi tentativo di sottrarsi alla giustizia. L’inchiesta, che procede sotto la sua guida, verte sulle ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, il cui quadro sembra arricchirsi di nuovi elementi probatori. Gli investigatori, infatti, stanno esaminando con scrupolo un filmato in cui si vedrebbe la donna fuggire dal locale in fiamme mentre stringe a sé la cassa, un dettaglio che – se confermato – potrebbe assumere un significato particolare nel contesto delle indagini.
Le dichiarazioni e il peso della tragedia
Poco prima di conoscere la misura cautelare, Jessica Moretti ha rilasciato brevi dichiarazioni ai giornalisti accorsi fuori dal palazzo di giustizia, apparendo visibilmente scossa e in lacrime. “I miei pensieri costanti sono per le vittime e le persone che si stanno battendo tra la vita e la morte oggi, è una tragedia inimmaginabile”, ha affermato la donna, aggiungendo di non aver mai potuto pensare che un evento del genere potesse verificarsi nel suo locale e chiedendo scusa per quanto accaduto. Parole che, se da un lato attestano la presa di coscienza di una catastrofe umana senza precedenti per la località sciistica, dall’altro non possono influenzare il corso delle indagini, le quali devono necessariamente stabilire le responsabilità penali di ciascuno, indipendentemente dalle manifestazioni di rimorso.
Il procedimento e il lavoro della magistratura
La dinamica dell’incendio e le precise circostanze che ne hanno determinato l’alto numero di vittime restano al centro del lavoro degli inquirenti, i quali stanno ricostruendo ogni passaggio di quella serata. La richiesta di una misura sostitutiva per la proprietaria, peraltro, dimostra come l’autorità giudiziaria valuti caso per caso le singole posizioni, bilanciando le esigenze investigative con quelle umanitarie e familiari. Il percorso verso la verità giudiziaria, comunque, sarà necessariamente lungo e complesso, poiché dovrà accertare non solo le cause tecniche del rogo, ma anche il rispetto di tutte le norme di sicurezza e di affollamento che vigono in quel tipo di locali, spesso frequentati da un pubblico giovane e in cerca di svago.




