Ferrari Luce, centrato il target di vendite 2026: la prima elettrica del Cavallino conquista il mercato cinese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La prima Ferrari completamente elettrica, la Luce, ha già centrato l'obiettivo di vendite fissato per l'intero 2026, raggiungendo il traguardo in appena due mesi dal debutto commerciale. Lo riporta il Financial Times, che cita fonti vicine al dossier, secondo cui la casa di Maranello puntava a consegnare poco meno di 500 esemplari del nuovo modello elettrico entro la fine dell'anno, obiettivo già centrato all'inizio di luglio.

Ferrari non ha commentato ufficialmente l'indiscrezione, ma l'aggiornamento sull'accoglienza riservata al mercato per la Luce è atteso in occasione della presentazione dei risultati semestrali, in programma giovedì 30 luglio.

La Cina guida la domanda, nonostante le critiche al design

A sostenere il risultato sarebbe stata soprattutto la forte domanda proveniente dal mercato cinese, che ha assorbito una quota significativa della produzione iniziale. Secondo quanto riportato, le 88 vetture destinate al gigante asiatico sarebbero state prenotate in poche ore, un dato che testimonia l'appeal del marchio nonostante le polemiche seguite alla presentazione di maggio.

Il design della Luce, firmato dall'ex responsabile del design di Apple Jony Ive e proposto a partire da 550mila euro, aveva infatti suscitato reazioni contrastanti, con molti appassionati che avevano giudicato le linee troppo lontane dalla tradizione del Cavallino Rampante. Alle critiche sui social si era aggiunta anche la voce dell'ex presidente Luca Cordero di Montezemolo, che aveva dichiarato come il modello avrebbe dovuto perdere il celebre simbolo del Cavallino Rampante.

La strategia Ferrari: ampliare la base clienti senza allontanare i collezionisti

Ferrari ha sempre considerato la Luce un modello destinato ad ampliare la base clienti, rivolgendosi in particolare ai grandi patrimoni della Cina e agli imprenditori della Silicon Valley, già abituati alla mobilità elettrica. Parallelamente, la casa di Maranello avrebbe dato precise indicazioni alla propria rete commerciale affinché i collezionisti più legati ai motori termici non fossero spinti a sostituire le tradizionali Ferrari con la nuova elettrica. Nel lungo periodo, Ferrari punta a vendere circa 2.500 Luce entro il 2030, pari a circa 600 unità all'anno e corrispondenti a circa il 5% delle vendite complessive del gruppo, un obiettivo che molti analisti ritengono realistico. L'amministratore delegato Benedetto Vigna ha più volte ribadito che l'ingresso nell'elettrico non comprometterà la redditività record del gruppo, che continua a puntare a un margine operativo intorno al 30%.

Le prime impressioni di guida: una Ferrari diversa ma riconoscibile

Prima ancora della presentazione ufficiale del design, Ferrari ha permesso a un numero ristretto di giornalisti e creator internazionali di mettersi al volante della Luce, provando un prototipo completamente camuffato su un circuito privato insieme agli ingegneri di Maranello. Tra questi, lo YouTuber americano Marques Brownlee per Auto Focus e Jason Barlow di Top Gear, che hanno potuto testare un esemplare la cui parte tecnica – prestazioni, assetto, modalità di guida e sistemi elettronici – era già quella definitiva.

Sia Brownlee che Barlow hanno sottolineato come la Luce riesca a mascherare il peso tipico di un'elettrica ad alte prestazioni, tanto da non percepire una differenza significativa rispetto ad alcune Ferrari con motore termico già guidate in passato. "La sensazione è quella di stare su una Purosangue elettrificata", ha affermato Barlow. La vettura, spinta da quattro motori elettrici in grado di erogare oltre 1.000 CV con un'accelerazione da 0 a 100 km/h nell'ordine dei 2,5 secondi, utilizza sospensioni attive di terza generazione e un sofisticato sistema di torque vectoring che interviene fino a 200 volte al secondo. I paddle al volante, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, non simulano cambi di marcia virtuali ma agiscono sulla gestione della coppia e della frenata rigenerativa, un approccio che secondo i tester risulta naturale e intuitivo dopo pochi giri di pista.

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