Ferrari Luce, l’elettrica del Cavallino varrà (almeno) 550mila euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 25 maggio 1947, Franco Cortese tagliò il traguardo del Gran Premio di Roma al volante di una Ferrari 125 S: fu la prima vittoria assoluta nella storia della scuderia. Settantanove anni dopo, la casa di Maranello ha scelto quella stessa data e quella stessa città per togliere il velo alla Luce, la prima automobile completamente elettrica mai costruita nel suo stabilimento. Manca meno di un mese all’appuntamento – il 26 maggio, per l’esattezza – e adesso arriva la prima indiscrezione seria sul suo prezzo. Secondo Bloomberg, che cita fonti vicine al produttore, il listino di partenza si attesterebbe a 550mila euro, una cifra che nessuno ha ancora confermato ufficialmente ma che già disegna con nettezza il posizionamento del modello.

Un primato annunciato tra voci di mercato e analisi finanziarie

La Luce, va detto, non è soltanto la prima bev del Cavallino: sarà anche la vettura di gamma più cara di sempre, superando di gran lunga la media del portafoglio Ferrari. Equita, società di analisi, ha calcolato che quel valore – se confermato – risulterebbe “nettamente superiore alla media FY25 di gruppo”, pari a circa 440mila euro (somma ottenuta dal fatturato generato da vendite e ricambi). La possibile variazione indicata da Bloomberg, un più o meno 10%, non fa che accentuare il divario: anche nell’ipotesi più bassa, 495mila euro, il prezzo resterebbe abbondantemente sopra la media. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata da Maranello, ma le indiscrezioni – inevitabilmente – alimentano l’attenzione su quella che si annuncia come una svolta storica per il marchio.

Tecnica, prestazioni e l’ossessione per l’esclusività

La Luce, spiegano le prime anticipazioni tecniche, nasce con l’obiettivo di mantenere le prestazioni tipiche del Cavallino anche senza motore termico. Sarà tecnologica, studiata nei minimi dettagli, diversa dalle altre elettriche in circolazione; e proprio in questa diversità, unita a una produzione volutamente limitata, Ferrari punta tutto per ingolosire un pubblico di appassionati progressisti dal palato fine e, si badi bene, dal portafoglio molto gonfio. Non da oggi, del resto, la casa emiliana ha spinto il pedale del gas sul lusso: ogni nuova architettura, ibrida o elettrica che sia, viene confezionata come un oggetto di culto più che come un semplice mezzo di trasporto. E la Luce, da questo punto di vista, non fa eccezione.

La strategia green del Cavallino e il conto salato per i collezionisti

Cosa si nasconde dietro questa strategia? Di certo non l’accessibilità di massa. I 550mila euro ipotizzati – una cifra che, lo ripetiamo, resta ancora una voce – collocherebbero la prima elettrica di Maranello in una fascia di mercato dove il confronto con le rivali dirette diventa quasi irrilevante. L’esclusività, in fondo, è il vero motore d’acquisto per chi può permettersi simili spese: il collezionista non cerca l’auto per muoversi in città, bensì per aggiungere un pezzo di storia alla propria rimessa. E la Luce, che verrà svelata a Roma il 26 maggio, proprio quel pezzo di storia intende rappresentare. Resta da vedere se le fonti di Bloomberg avranno centrato il segno; per ora, la cifra circola, e il conto – salato – è già sulla bocca di tutti.

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