Oristano cambia volto per la Sartiglia: strade blindate, parcheggi in periferia e la lunga mediazione sul casco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non ci sarà spazio per l’improvvisazione, nella Oristano dei prossimi giorni. Da domenica fino a martedì la mappa della città verrà sostanzialmente riscritta – o quantomeno ridisegnata – per consentire lo svolgimento di Sa Sartiglia, e chi si metterà alla guida dovrà fare i conti con un centro storico trasformato in una zona sostanzialmente inaccessibile ai non autorizzati. I divieti di transito e di sosta, questi ultimi comprensivi della rimozione forzata per chiunque contravvenga alle disposizioni, scatteranno già dalle sette del mattino e rimarranno in vigore fino a cessate esigenze, senza che sia stato possibile, almeno per ora, stabilire un orario preciso di termine. Le arterie interessate dalle limitazioni, come comunicato dagli uffici competenti, saranno via Figoli e i vicoli adiacenti – vico Tirso, vico Verdi, vico Mazzini, vico Angioy – oltre a via Crispi e ad alcuni segmenti di via Verdi, compresa l’area dei parcheggi a pagamento che, di fatto, verrà interamente requisita per le esigenze della macchina organizzativa [dati forniti dall'utente].

Non si tratta, però, della sola ordinanza che il primo cittadino Massimiliano Sanna si appresta a firmare. Nelle more della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – quella presieduta dal prefetto Salvatore Angieri e tenutasi nella mattinata del 12 febbraio – è emerso con chiarezza come il dispositivo di controllo sarà ulteriormente irrigidito da misure accessorie che ormai, da alcune edizioni, accompagnano la giostra equestre. Verrà infatti riproposto il divieto assoluto di somministrazione e vendita di superalcolici, così come quello relativo alla detenzione di bevande contenute in bottiglie di vetro o lattine: all’interno del perimetro della manifestazione sarà consentito circolare unicamente con bottigliette di plastica prive del tappo, una precauzione – questa – divenuta ormai prassi consolidata per prevenire incidenti e mantenere un livello accettabile di decoro urbano. Particolare attenzione, inoltre, sarà rivolta al complesso dei Palazzi Saia, area storicamente delicata per via della conformazione degli spazi e della concentrazione di giovani; qui la vigilanza sarà incrementata attraverso l’impiego di guardie particolari giurate, mentre l’area antistante il Tribunale di via Cagliari verrà illuminata da torri faro per garantire una visibilità totale -10.

Se sul piano dell’ordine pubblico il modello ricalca quello della passata edizione – giudicato efficace, tanto per la safety quanto per la gestione dei flussi – è invece di ben altro tenore la partita che si è giocata, fino all’ultimo minuto utile, sulla testa dei cavalieri. Il nodo, com’è noto, riguardava l’applicazione del decreto Abodi e l’obbligo di indossare caschetti protettivi e corpetti, dispositivi giudicati dai protagonisti della giostra incompatibili con le antiche maschere di ceramica e con la tradizione stessa della Sartiglia. Nei giorni precedenti il clima si era fatto rovente: i cavalieri minacciavano di disertare la corsa, il prefetto Angieri ribadiva – circolare alla mano – la necessità del pieno rispetto delle normative nazionali, e il sindaco Sanna si trovava stretto tra la necessità di garantire la sicurezza e quella, non meno cogente, di preservare l’identità di una manifestazione che affonda le sue radici in secoli di storia -4-5-6.

La soluzione, come spesso accade quando le narrazioni sembrano ormai polarizzate, è arrivata da un terzo elemento. È stata l’Asi, Associazioni sportive e sociali italiane, nella sua veste di ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, a spezzare l’impasse: riconoscendo e omologando i percorsi della Sartiglia e della Pariglia, ha di fatto consentito alla giostra di uscire dal campo di applicazione del decreto Abodi. Lo stesso decreto, infatti, esclude dall’obbligo dei caschetti le manifestazioni che si svolgono su tracciati riconosciuti da un ente di promozione sportiva, dalla Fise o dal Ministero delle politiche agricole. Una deroga, questa, che ha permesso ai cavalieri di presentarsi in pista senza dover tradire l’estetica della loro maschera ceramica, e che ha restituito alla città la certezza – lungamente inseguita – di poter vivere la Sartiglia nella sua forma più autentica -5-10.

La conferenza stampa del 13 febbraio e il ritorno di Eleonora

Mentre la macchina organizzativa mette a punto gli ultimi ingranaggi, l’agenda istituzionale segna un appuntamento preciso: venerdì 13 febbraio, alle undici in punto, la Sala Giunta di Palazzo Campus Colonna ospiterà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del programma della Sartiglia 2026. Attorno al tavolo, insieme al sindaco Sanna, siederanno il presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu, i presidenti dei Gremi dei Falegnami e dei Contadini – rispettivamente Carlo Pisanu e Salvatore Carta – il presidente del Comitato Sartiglia Carlo Pala e l’assessore alla Cultura Simone Prevete. Sarà l’occasione, certamente, per illustrare nei dettagli l’architettura delle due giornate clou, ma anche per ufficializzare una presenza che, da sola, possiede un peso specifico non trascurabile [dati forniti dall'utente].

L’iter di sicurezza e i sopralluoghi della commissione vigilanza

A completa definizione del quadro operativo, la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo effettuerà nella giornata di sabato 14 febbraio il sopralluogo tecnico conclusivo, necessario per verificare la conformità degli allestimenti e ratificare, di fatto, quanto già stabilito in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un passaggio, questo, tutt’altro che burocratico: il parere della Commissione, sebbene privo di carattere autorizzatorio diretto, costituisce il presupposto tecnico indispensabile affinché il Comune possa procedere al rilascio delle concessioni definitive. Il cronoprogramma, in tal senso, è stato rispettato con una certa precisione, nonostante la complessità delle interlocuzioni e la necessità di integrare la documentazione relativa al piano sanitario e alla safety, trasmessa dall’ente organizzatore nei termini indicati dalla prefettura -1-10.

Resta, sullo sfondo, la consapevolezza che l’edizione 2026 passerà agli atti non solo per l’ormai consueta ridda di numeri – migliaia di spettatori attesi, centinaia di cavalli, decine di migliaia di pasti distribuiti – ma anche per la capacità, mostrata dalle istituzioni e dagli enti coinvolti, di trasformare una potenziale frattura in un assetto negoziato. La Sartiglia si correrà, i cavalieri indosseranno le loro maschere senza alcuna protezione aggiuntiva sulla testa, e i percorsi – riconosciuti dall’Asi – risulteranno pienamente conformi alle norme di sicurezza. Che la tradizione, talvolta, possa procedere di pari passo con l’adeguamento regolamentare, insomma, è dimostrato da questo febbraio oristanese, così denso di riunioni, sopralluoghi e, infine, di attesa per il primo colpo di stella.

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