Il tricolore e le penne nere a Genova: alzabandiera a De Ferrari per il via alla 97esima adunata
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Redazione Interno
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La cerimonia dell’alzabandiera in piazza De Ferrari, svoltasi questa mattina alle 9 davanti a una folla composta non solo da associati ma anche da semplici curiosi, ha dato il via ufficiale alla tre giorni di eventi che animeranno il capoluogo ligure in occasione della 97esima Adunata Nazionale degli Alpini. Il tricolore, issato sulle note del “Canto degli Italiani” proprio nella città dove quel brano nacque, ha sancito l’inizio di un programma denso di commemorazione e rituali istituzionali. Subito dopo la cerimonia in piazza, la sindaca Silvia Salis ha preso parte all’omaggio ai Caduti sotto l’Arco della Vittoria, situato nella vicina piazza della Vittoria, un momento caratterizzato dalla deposizione di una corona d’alloro in memoria di chi ha perso la vita servendo il Paese.
La cittadella e i primi segni di dissenso nel pomeriggio genovese
Solo più tardi, precisamente alle 10.30, si è proceduto al taglio del nastro della “Cittadella degli Alpini”, allestita nei Giardini Brignole di piazza Verdi: uno spazio espositivo che intende avvicinare i cittadini – specialmente i più giovani – al mondo della Protezione Civile e delle specialità militari, con simulazioni che vanno dall’arrampicata su parete artificiale all’attraversamento di ponti tibetani. Se l’accoglienza della maggior parte della città è stata calorosa – testimoniata anche dalle parole con cui la sindaca Salis ha ringraziato le penne nere per essere arrivate “con il sorriso” nonostante le ore di viaggio – il pomeriggio ha però registrato i primi momenti di protesta organizzata, come dimostrano le dirette video diffuse dai gruppi contrari alla manifestazione. Le tensioni, sebbene circoscritte, sono state sufficienti a incrinare l’apparente quiete delle prime ore, sebbene senza degenerare in scontri di particolare rilievo.
Oltre 5.500 veronesi in viaggio tra treni, pullman e antiche vie
Intanto il flusso delle delegazioni provenienti da tutta Italia non accenna a diminuire, con mezzi di trasporto che continuano ad arrivare in stazione e nelle aree di sosta predisposte ad hoc. Particolarmente nutrita è la rappresentanza proveniente dal Veneto, con i dati ufficiali che parlano di oltre 5.500 penne nere partite dalla sola provincia di Verona: un esodo che ha visto impiegati 25 pullman dedicati nella sola giornata di domenica, oltre a un numero imprecisato di viaggiatori in treno grazie alle convenzioni con le ferrovie. Tra le storie di viaggio più suggestive emerge quella dei nove alpini di Bosco Chiesanuova, i quali hanno scelto di calzare gli scarponi per percorrere a piedi l’antica Via del Sale: un tragitto di 87 chilometri tra saliscendi e parchi naturali che li porterà a destinazione solo nelle prossime ore, dopo aver attraversato quattro regioni. E se c’è chi ha optato per l’estremo sacrificio fisico della marcia, altri hanno trovato riparo decisamente più singolare: quasi trecento di loro, infatti, alloggeranno su una nave da crociera ormeggiata nel porto, una soluzione ingegnosa trovata dagli organizzatori per sopperire alla cronica carenza di posti letto in città.
Sfilata dei vessilli e gestione logistica di una macchina perfetta
Nel tardo pomeriggio di oggi, l’attenzione si è spostata nuovamente sul centro storico, dove a partire dalle 18.30 il corteo dei vessilli ha preso il via dal Porto Antico per snodarsi fino a raggiungere piazza De Ferrari. A seguire, poco dopo le 19, la sfilata dei gonfaloni e del Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini ha completato il quadro delle celebrazioni del primo giorno, momenti che hanno preparato il terreno per la grande kermesse di domenica. Dietro al folklore e al suono delle fanfare, si muove una macchina organizzativa imponente: l’adunata, che richiamerà circa 400mila presenze complessive, ha costretto il Comune ad attivare un imponente piano di divieti di sosta e modifiche alla viabilità, con aree pedonali alpine che resteranno attive fino a domenica sera per consentire lo svolgimento in sicurezza dell’evento. Una macchina da guerra, insomma, quella messa in campo dalla polizia locale e dalla protezione civile, che ha dovuto persino spostare oltre 6.800 auto dai soli parcheggi delle zone più sensibili per lasciare spazio alla marea di penne nere.




