Nuovo ricovero per botulino a Cosenza, mentre l’autopsia conferma la causa della morte delle due vittime

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un altro paziente è stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove già undici persone — tra cui Gaia Vitiello, la studentessa napoletana che ha raccontato di essere stata salvata dalla prontezza della sorella — sono ancora sotto osservazione per intossicazione da botulino. Sebbene sette siano stati dimessi, il bollettino medico parla di un "deciso miglioramento" per gli altri, la situazione rimane critica per il nuovo arrivato, che si aggiunge alla lunga lista di casi legati al focolaio scoppiato dopo il consumo di panini con friarielli serviti dal food truck "da Peppino" a Diamante.

Proprio quel camioncino, diventato meta di un "pellegrinaggio di selfie" — come è stato definito — sarà trasferito in un’altra location su disposizione del sostituto procuratore di Paola, Maria Porcelli. La magistrata ha accolto la richiesta dell’avvocato Francesco Liserre, difensore del venditore, mettendo fine a una situazione che rischiava di trasformare il luogo in una macabra attrazione. Lo spostamento, previsto nelle prossime ore, arriva mentre l’International Streetfood Festival annulla tutti gli appuntamenti calabresi e i Nas intensificano i controlli sul territorio nazionale.

Intanto, le autopsie su Tamara D’Acunto e Luigi Di Sarno — le due vittime decedute dopo aver mangiato gli stessi panini — hanno confermato che la causa del decesso è stata proprio l’intossicazione da botulino. Gli avvocati della famiglia Di Sarno, Angelo e Sergio Pisani insieme a Maria Napolano, hanno nominato il medico-legale Sabatino Russo come consulente di parte, ribadendo la necessità di "fare luce sulla dinamica dei fatti". Una richiesta che si inserisce in un quadro già delineato dalle indagini, che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone, sebbene i dettagli sulle loro posizioni non siano ancora stati resi noti.

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