Botulino, un nuovo ricovero a Cosenza: sette i dimessi
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Redazione Interno
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Un altro caso di intossicazione da botulino si è aggiunto alla già lunga lista dei ricoverati all’ospedale Annunziata di Cosenza. Il paziente, giunto oggi in struttura, è stato immediatamente trasferito in terapia intensiva, mentre sette persone — tra quelle precedentemente ricoverate — hanno potuto fare ritorno a casa dopo un netto miglioramento delle condizioni cliniche. Lo conferma il bollettino medico dell’ospedale, che sottolinea come la maggior parte degli intossicati stia rispondendo positivamente alle cure.
Undici persone rimangono ancora sotto osservazione, mentre le autopsie eseguite sui corpi di Luigi Di Sarno, 52enne di Pagani, e Tamara D’Acunto — entrambi deceduti nei giorni scorsi — hanno definitivamente accertato che la causa del decesso è stata proprio la tossina botulinica. Gli avvocati della famiglia Di Sarno, Angelo e Sergio Pisani insieme a Maria Napolano, hanno nominato il medico-legale Sabatino Russo come consulente di parte, ribadendo la necessità di fare chiarezza su una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica.
I dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità tracciano un quadro preoccupante: dal 2001 al 2024, sono stati segnalati 1.276 casi sospetti di botulismo, di cui 574 confermati in laboratorio. Quasi il 92% di questi — 526 casi — è riconducibile a intossicazioni alimentari, mentre il resto riguarda botulismo infantile o da ferita. «L’alta incidenza nel nostro Paese», spiega Fabrizio Anniballi, responsabile del Centro di riferimento per il botulino dell’Iss, «è legata alla radicata tradizione conserviera, soprattutto al Sud, e rappresenta un problema di salute pubblica non trascurabile».




