God of War: Sons of Sparta, la coop non è un errore ma si sblocca solo a fine gioco, e il padre della serie lo definisce “spazzatura”
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’onda lunga dello State of Play di febbraio 2026, che ha chiuso i battenti con l’annuncio a sorpresa del rifacimento della trilogia classica, ha portato con sé anche un lancio immediato, un vero e proprio shadow drop, che ha fatto parlare di sé probabilmente più del previsto: stiamo parlando di God of War: Sons of Sparta. Questo Titolo, un metroidvania in 2.5D sviluppato in collaborazione con Mega Cat Studios, si propone come un prequel incentrato sugli anni di formazione di Kratos e sul rapporto con il fratello Deimos, e la sua uscita fulminea ha colto di sorpresa anche i fan più navigati. Tuttavia, una volta avviato il gioco, molti di loro hanno iniziato a chiedersi dove fosse finita una delle caratteristiche principali segnalate sulla pagina ufficiale del PlayStation Store, ovvero la modalità cooperativa. La dicitura “1-2 giocatori” aveva fatto sperare in un’avventura da vivere in coppia sul divano, ma all’avvio nessun menu e nessun comando sembrava autorizzare l’ingresso di un secondo utente. La confusione, come spesso accade in questi casi, ha cominciato a montare rapidamente sui forum e sui social, con alcuni che ipotizzavano un errore nella scheda del negozio digitale e altri, i più arrabbiati, che parlavano addirittura di pubblicità ingannevole e chiedevano il rimborso.
Il chiarimento di Santa Monica Studio: cooperativa sì, ma solo nelle sfide finali
A placare, almeno in parte, gli animi è intervenuto direttamente Santa Monica Studio con una precisazione pubblicata sui propri canali social. La software house ha spiegato che la modalità a due giocatori non è affatto un miraggio né un refuso, ma è presente e fruibile, sebbene non nei modi che ci si aspetterebbe. Per poter giocare in coop, infatti, è necessario prima completare l’intera campagna principale di *Sons of Sparta*. Solo dopo aver visto i titoli di coda, i giocatori troveranno sbloccata una modalità sfida, un insieme di prove e combattimenti aggiuntivi, che potranno essere affrontati in singolo oppure in cooperativa locale con un amico. Una scelta di design, questa, che ha spiazzato parte dell’utenza: l’idea di dover terminare l’intera avventura in solitaria per poter finalmente condividere il controller con qualcun altro ha sollevato più di qualche sopracciglio. Se da un lato si torna a un meccanismo classico, quello degli extra da sbloccare con il completamento, dall’altro l’enfasi posta sui materiali promozionali, che mostravano Kratos e Deimos fianco a fianco, aveva evidentemente creato aspettative diverse, orientate piuttosto verso una campagna giocabile in coppia dall’inizio alla fine.
La dura critica del creatore: David Jaffe e il suo “no” secco al gioco
Se la questione cooperativa ha acceso il dibattito tra i fan, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato una voce più che autorevole, quella di David Jaffe, il creatore originale della serie *God of War*. Interpellatosi con il nuovo capitolo, Jaffe non ha usato mezzi termini per esprimere il suo dissenso, definendo *Sons of Sparta* niente meno che “spazzatura completa”. In un video pubblicato sul suo canale YouTube, il game designer ha raccontato di aver giocato per poco più di un’ora, un lasso di tempo sufficiente, a suo dire, per maturare un giudizio senza appello. La sua critica, feroce e tranchant, non si è concentrata tanto sulla meccanicità del titolo, che ha definito comunque “funzionante”, quanto piuttosto sulla sua ragione d’essere e sulla caratterizzazione del protagonista. Jaffe si è detto perplesso dall’idea di mostrare un Kratos giovane e “generico”, un ragazzino qualsiasi, lontano anni luce dalla figura imponente e tormentata dello spettro di Sparta che lui stesso aveva contribuito a creare. Un’operazione, questa, che ai suoi occhi appare priva di rispetto per la mitologia della serie e che svilisce il personaggio, riducendolo a una macchietta in un contesto che definisce “offensivo” e che non esita a bollare come uno dei peggiori errori mai compiuti dai detentori del marchio.




