Putin alle Curili per la prima volta, Tokyo protesta: "Inaccettabile"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Venticinque anni di presidenza, eppure non c'era mai stato. Vladimir Putin ha infranto un tabù diplomatico che durava da ottant'anni, quello di mettere piede sulle isole Curili meridionali, il conteso arcipelago che dal 1945 rappresenta il principale ostacolo alla firma di un trattato di pace formale tra Russia e Giappone.
La scelta del presidente russo, che lo scorso 13 agosto ha visitato l'isola di Iturup (Etorofu, per i giapponesi), è stata immediatamente percepita a Tokyo come una provocazione, tanto più in un contesto internazionale già surriscaldato dalle sanzioni occidentali contro Mosca e dal sostegno giapponese all'Ucraina.
Una visita che rompe il ghiaccio, ma non la tensione
Non era mai accaduto prima che un capo del Cremlino si recasse sulle isole contese, e questo rende l'evento più di una semplice tappa di un viaggio ufficiale. Si tratta di una mossa calcolata, che riaccende i riflettori su una disputa i cui echi risalgono alla fine del secondo conflitto mondiale. L'arcipelago delle Curili, una catena di isole vulcaniche che si estende tra la penisola russa della Kamchatka e l'isola giapponese di Hokkaido, venne occupato dall'Unione Sovietica nell'agosto del 1945, nelle fasi finali della guerra, dopo la resa del Giappone.
Da allora, le quattro isole più meridionali – Iturup, Kunashir, Shikotan e il gruppo di Habomai – sono al centro di una rivendicazione territoriale che il Giappone non ha mai abbandonato, e che impedisce ai due Paesi di siglare un accordo di pace che metta ufficialmente fine allo stato di guerra.
La visita di Putin, che ha scelto proprio Iturup, una delle isole su cui Tokyo rivendica la sovranità, arriva in un momento di massima tensione. Il Giappone, allineato con gli Stati Uniti e i partner del G7, ha infatti adottato una linea dura nei confronti della Russia, imponendo sanzioni economiche e fornendo sostegno politico all'Ucraina. Una posizione che Mosca considera ostile, e che, secondo molti analisti, ha fornito al presidente russo il pretesto per compiere un gesto di sfida, dimostrando sul campo che la sovranità russa sull'arcipelago non è negoziabile.
La reazione di Tokyo e l'ombra della storia
La reazione del governo giapponese non si è fatta attendere. Il ministero degli Esteri di Tokyo ha convocato l'ambasciatore russo per presentare una protesta formale, definendo la visita del presidente "inaccettabile" e una "ferita ai sentimenti del popolo giapponese". Le parole pronunciate dai funzionari nipponici hanno sottolineato come l'operato del Cremlino contraddica i principi di una soluzione pacifica della contesa, che per decenni era stata oggetto di trattative, seppur mai giunte a compimento.
Non è un caso, del resto, che il Giappone abbia accolto con particolare preoccupazione il viaggio di Putin, che arriva a pochi giorni di distanza dal 25 luglio, quando una nave con a bordo una delegazione di ex abitanti delle isole, molti dei quali novantenni, si era fermata al largo di Capo Nosappu, all'estremità orientale di Hokkaido. Da quella nave, i sopravvissuti e i loro discendenti avevano guardato verso le terre da cui erano stati espulsi, pregando in silenzio per un ritorno che appare ormai un miraggio.
La disputa sulle Curili non è solo una questione di memoria storica, ma anche di strategia geopolitica e risorse. Le isole, infatti, sono ricche di minerali e le loro acque ospitano importanti banchi di pesca, costituendo un patrimonio economico non trascurabile. Inoltre, il controllo dell'arcipelago ha un valore militare strategico per la Russia, che vi ha dispiegato sistemi missilistici e potenziato le proprie basi navali, creando un fianco fortificato nell'Estremo Oriente che si affaccia sull'Oceano Pacifico.
La posizione di Mosca e il peso delle sanzioni
Dal canto suo, Mosca ha risposto alle critiche giapponesi con la consueta fermezza, attraverso le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha bollato come "infondate" le rimostranze di Tokyo, ribadendo che la sovranità russa sulle Curili non è soggetta a discussione. La portavoce ha inoltre collegato la disputa territoriale al sostegno giapponese alle sanzioni occidentali, un nesso che il Cremlino ha sempre evocato per giustificare l'interruzione dei negoziati e l'adozione di una linea sempre più dura.
Questa visita segna quindi un punto di non ritorno nelle relazioni bilaterali, che già da tempo erano in fase di raffreddamento. Se in passato, durante l'era di Dmitry Medvedev, alcuni ministri russi avevano visitato le isole, la presenza del presidente in carica conferisce all'atto un peso politico e simbolico del tutto nuovo.
La decisione di Putin di recarsi personalmente a Iturup, dove ha incontrato i residenti e visitato alcune strutture, rappresenta un messaggio inequivocabile: la Russia non ha alcuna intenzione di fare passi indietro, nemmeno di fronte alla prospettiva di un isolamento internazionale sempre più marcato.
Per Tokyo, ora, la sfida è doppia: da un lato, deve gestire la pressione dell'opinione pubblica interna, che vede nella questione delle Curili un capitolo doloroso e irrisolto della propria storia; dall'altro, deve navigare in un contesto diplomatico complicato, in cui le alleanze con gli Stati Uniti e gli altri Paesi del G7 impongono una coerenza di fondo nella condanna delle azioni russe, senza però chiudere del tutto la porta a un dialogo che potrebbe rivelarsi in futuro l'unica via per uscire da un'impasse che si protrae da quasi ottant'anni.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
