Borse e debito Usa sotto pressione dopo il declassamento di Moody’s, mentre l’Europa tiene
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Redazione Economia
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Il declassamento del rating del debito americano da parte di Moody’s, sceso da “Aaa” ad “Aa1”, ha scatenato un’ondata di nervosismo nei mercati finanziari globali, con i rendimenti dei Treasury in netto rialzo e le borse asiatiche in calo. Tokyo ha perso lo 0,7%, Hong Kong lo 0,2%, mentre Seul e Sydney hanno ceduto rispettivamente l’1% e lo 0,7%. I listini cinesi, invece, hanno retto meglio, sostenuti da dati industriali superiori alle attese, che hanno compensato le delusioni sul fronte dei consumi e del mercato immobiliare.
L’effetto Moody’s si è fatto sentire anche sui future di Wall Street, che hanno aperto in negativo, mentre il dollaro ha perso terreno contro le principali valute. L’euro si è portato a 1,1195 dollari, in rialzo dello 0,29%, mentre la divisa americana ha ceduto anche contro yen, sterlina e franco svizzero. Una flessione che riflette le preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità del debito pubblico statunitense, aggravate dall’incertezza sulle prossime mosse fiscali del Congresso, dove è in discussione un nuovo pacchetto di spesa che potrebbe ampliare ulteriormente il deficit.
In Europa, tuttavia, i mercati hanno reagito con maggiore freddezza. Le borse del Vecchio Continente hanno mostrato toni positivi, distanziandosi dalle turbolenze d’oltreoceano. Piazza Affari, in particolare, è oggi sotto i riflettori per il cosiddetto “D-Day del maxi stacco-cedola”, un evento atteso dagli investitori che potrebbe influenzare gli equilibri del listino italiano.
Il downgrade di Moody’s — il primo dopo quello di Standard & Poor’s nel 2011 — riaccende il dibattito sulla solidità finanziaria degli Stati Uniti, soprattutto in un momento in cui l’amministrazione guidata da Donald Trump si trova a gestire politiche espansive in un contesto di tassi ancora elevati. Se da un lato i dati macroeconomici restano robusti, dall’altro l’aumento del debito pubblico e le tensioni politiche sul tetto del deficit rischiano di minarne la credibilità.




