Rivolta nel carcere di Marassi a Genova: detenuti sul tetto, agenti feriti e danni per 100mila euro
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Redazione Interno
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Una violenta protesta ha sconvolto il carcere di Marassi a Genova, dove un gruppo di circa 200 detenuti – molti dei quali stranieri – ha dato vita a una rivolta che si è protratta per oltre un’ora, lasciando dietro di sé celle devastate, quattro agenti della Polizia penitenziaria feriti e danni stimati in oltre 100mila euro. La tensione, esplosa nella tarda mattinata di mercoledì, ha raggiunto il culmine quando alcuni reclusi sono riusciti a salire sui camminamenti esterni, gridando e percuotendo oggetti contro le sbarre, mentre altri hanno preso il controllo di un’intera sezione della struttura.
Le forze dell’ordine, tra carabinieri in tenuta antisommossa e poliziotti, sono intervenute per riportare la situazione sotto controllo, schierandosi all’esterno del penitenziario in attesa di valutare le modalità d’ingresso. Le ambulanze del 118, intanto, hanno soccorso gli agenti colpiti durante gli scontri, mentre le prime ricostruzioni parlano di un possibile episodio di violenza sessuale tra detenuti come scintilla della protesta. "Due agenti per tantissimi detenuti", ha raccontato un testimone, sottolineando lo squilibrio numerico che avrebbe favorito l’escalation.
I danni materiali, visibili soprattutto nelle celle vandalizzate, riflettono la rabbia di chi, rinchiuso in un sistema spesso al collasso, ha trovato nel caos l’unica forma di espressione. La rivolta, per quanto circoscritta nel tempo, riaccende i riflettori sulle criticità del carcere italiano, dove sovraffollamento e carenze strutturali rischiano di trasformare ogni tensione in un’emergenza.




