Il sottosegretario Delmastro in foto con il condannato per mafia Caroccia, le opposizioni chiedono le dimissioni e la Commissione Antimafia valuta l'audizione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un’immagine scattata nell’ottobre del 2023, e pubblicata in queste ore, ritrae il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, mentre posa con il pollice alzato e un sorriso accanto a Mauro Caroccia, all’interno di un ristorante riconducibile alla sua famiglia. Quella fotografia, che immortala un momento conviviale, si aggiunge ora a un mosaico di relazioni e intrecci societari che vedono coinvolto l’esponente di Fratelli d’Italia con persone legate a doppio filo al clan camorristico dei Senese, attivo da tempo nella Capitale. Caroccia, infatti, è stato condannato in via definitiva lo scorso febbraio a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa, essendo stato riconosciuto come prestanome di Michele Senese, noto come ‘O Pazz, considerato uno dei boss di riferimento della malavita organizzata a Roma.
Una società sull’asse Roma-Biella e i movimenti di quote dopo le sentenze
Il cuore della vicenda, che ora è all’esame della Commissione parlamentare Antimafia, ruota attorno alla costituzione della società “Le 5 Forchette Srl”, avvenuta a Biella nel dicembre del 2024. La compagine societaria vedeva come soci, oltre allo stesso Delmastro, la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, il consigliere regionale Davide Zappalà e l’assessore comunale di Biella Cristiano Franceschini, tutti esponenti di Fratelli d’Italia. Amministratrice unica e socia di maggioranza, con il 50 per cento delle quote, era Miriam Caroccia, figlia di Mauro, all’epoca appena diciottenne. La sede operativa della Srl risultava a Roma, in via Tuscolana, lo stesso indirizzo dove il padre aveva aperto una delle sue bisteccherie. La contestualità temporale tra il passaggio in giudicato della condanna di Caroccia, avvenuto il 18 febbraio 2026, e la successione di cessioni delle quote da parte dei politici – perfezionatesi tra la fine di febbraio e i primi di marzo – ha sollevato più di un interrogativo sulle reali conoscenze e sulle motivazioni che hanno portato all’ingresso e alla frettolosa uscita di scena dei soci.
La difesa del sottosegretario e il silenzio della presidente del Consiglio
Nel replicare alle accuse che gli vengono rivolte, Delmastro ha dichiarato di aver aderito all’iniziativa imprenditoriale con una ragazza che non era né indagata né imputata, e di esserne uscito immediatamente, per ragioni di rigore etico e morale, non appena scoperto che la stessa fosse la figlia di un uomo condannato per reati di mafia. Ha rivendicato la propria storia personale di impegno contro la criminalità organizzata, citando a sostegno il livello di scorta di cui gode. Tuttavia, la pubblicazione della foto del 2023, che ritrae il sottosegretario insieme a Mauro Caroccia in un clima di cordialità, rischia di minare alla base la ricostruzione fornita dal diretto interessato, dimostrando un contatto diretto con il padre della sua socia in un periodo antecedente alla costituzione della società stessa.
Le richieste delle opposizioni e il fascicolo in Antimafia
Di fronte a questi sviluppi, i partiti di opposizione hanno alzato il tono dello scontro, chiedendo a gran voce le dimissioni immediate del sottosegretario. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha sollecitato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a prendere posizione sulla vicenda, sottolineando come la premier fosse a conoscenza della situazione da almeno un mese senza, a suo dire, aver assunto provvedimenti. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di una richiesta di revoca della nomina a sottosegretario. Nel frattempo, la Commissione parlamentare Antimafia, che già avrebbe agli atti i fascicoli relativi all’inchiesta sul clan Senese, si appresta a valutare in ufficio di presidenza la richiesta, avanzata dalle minoranze, di procedere con un’audizione del sottosegretario Delmastro per chiarire tutti i punti oscuri di questa intricata vicenda. La magistratura, dal canto suo, avrebbe acceso un faro sui finanziamenti che hanno dato vita alla “5 Forchette Srl”, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura di Roma.




