Massimiliano Allegri e la lezione di stile di Cesc Fabregas: un turno di stop per l’ira di San Siro
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Redazione Sport
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L’epilogo di Milan-Como, recupero della ventiquattresima giornata di campionato terminato in parità per le reti di Nico Paz e Rafa Leao, consegna agli atti non soltanto un passo falso dei rossoneri nella rincorsa all’Inter capolista, scavalcata ora a più sette lunghezze, ma anche un fitto capitolo di cronaca giudiziaria sportiva destinato ad alimentare le discussioni per diverse settimane. Il Giudice Sportivo, esaminati i referti arbitrali e le dinamiche che hanno portato all’espulsione del tecnico livornese nei minuti conclusivi della sfida, ha stabilito per Massimiliano Allegri la misura di una giornata di squalifica, impedendogli di fatto di sedere sulla panchina del Meazza in occasione del prossimo impegno interno contro il Parma. La motivazione, riportata nel comunicato ufficiale emesso nella giornata di ieri, parla di un'uscita dall'area tecnica al trentaquattresimo della ripresa finalizzata a “discutere con un dirigente della squadra avversaria” -3-7-10. Una dinamica, quella dell'allontanamento, che affonda le sue radici in un episodio specifico e, per certi versi, grottesco, occorso pochi istanti prima quando Cesc Fabregas, attuale tecnico del Como e vecchia conoscenza del calcio spagnolo e inglese, ha letteralmente trattenuto per la maglia Alexis Saelemaekers intento a rientrare sul terreno di gioco, interrompendo di fatto una ripartenza dei suoi -1-4-8.
La scintilla e le conseguenze disciplinari per le panchine
L’azione, immortalata dalle telecamere e prontamente diventata virale, ha scatenato l’ira funesta di Allegri, il quale, uscendo dai margini della propria zona riservata, si è avvicinato alla panchina dei lariani per contestare platealmente il comportamento dell’ex centrocampista del Barcellona. Ne è nato un parapiglia, un assembramento di figure tecniche e dirigenti, all’interno del quale l’arbitro Mariani ha estratto il cartellino rosso nei confronti del solo allenatore del Milan, oltre che del team manager Davide Cattaneo e del collaboratore di Fabregas, Diego Perez Castillo, quest’ultimi sanzionati per aver “generato un clima di tensione” alzandosi dalla panchina aggiuntiva -9-10. La decisione dell’organo giudicante, se da un lato appare in linea con il dettato regolamentare che punisce l’abbandono della propria area, dall’altro è apparsa a molti osservati come eccessivamente punitiva nei confronti del solo Allegri, considerando la chiara provocazione subita dal suo giocatore. Franco Ordine, noto commentore, ha sottolineato come la motivazione addotta dal Giudice Sportivo sia “segno che non c’era un motivo serio per il rosso”, attribuendo al contempo una pesante insufficienza all’operato della terna arbitrale -1.
La mancata sanzione a Fabregas e il peso del regolamento
L’aspetto che più di ogni altro ha destato stupore e, in certi ambienti, indignazione, risiede però nell’assoluzione di fatto di Cesc Fabregas. Lo stesso tecnico del Como, intervistato al termine della contesa, non ha esitato a chiedere pubblicamente scusa per il proprio gesto, definendolo “una cosa di cui non sono orgoglioso” e ammettendo la propria responsabilità: “ho fatto una cosa antisportiva, spero di non ripeterla mai più” -1-8. Nonostante queste ammissioni e l’evidenza delle immagini, il Giudice Sportivo non ha potuto applicare alcuna sanzione nei confronti dello spagnolo, e la ragione risiede nell’interpretazione dell’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva, quello che regola l’utilizzo della cosiddetta prova televisiva. La normativa, infatti, consente di rivedere le immagini solo per specifiche fattispecie, tra cui lo scambio di persona, espressioni blasfeme, condotte violente o quei gesti gravemente antisportivi che l’arbitro non avesse visto, come una simulazione per ottenere un rigore o un gol segnato volontariamente di mano. Il lieve strattone di Fabregas, pur essendo inequivocabilmente antisportivo, non è stato giudicato dall’organo preposto come sufficientemente grave da rientrare nelle maglie della prova TV, non essendo configurabile né come violenza, né come gesto tale da modificare in maniera determinante lo svolgimento dell’azione se non per l’interruzione momentanea della stessa -4.
Le ripercussioni in classifica e l’assenza pesante nel Como
Oltre alla squalifica di Allegri, che lascerà il Milan nelle mani del suo vice Marco Landucci per la delicata sfida ai ducali, il Giudice Sportivo ha emesso altri verdetti destinati a pesare sugli equilibri del campionato. Per il Como, infatti, la trasferta di San Siro si è rivelata particolarmente salata anche sotto il profilo delle assenze future. Nico Paz, giovane trequartista argentino e vera e propria rivelazione della squadra lariana, era diffidato e l’ammonizione rimediata nel corso della partita gli costerà la squalifica per il prossimo, fondamentale incontro contro la Juventus all’Allianz Stadium -5-9. Una tegola non indifferente per Cesc Fabregas, che dovrà fare a meno del suo uomo più creativo proprio nel momento in cui la sua squadra si appresta ad affrontare un impegno proibitivo sul campo dei bianconeri. A certificare ulteriormente la tensione che ha contraddistinto il finale del match, sono giunte anche le sanzioni per il dirigente Davide Cattaneo e per Diego Perez Castillo, puniti per aver contribuito ad alimentare il “clima di tensione” scaturito dopo il gesto antisportivo dell’allenatore spagnolo -10. Il pareggio, dunque, lascia strascichi profondi su entrambe le sponde, influenzando non soltanto l’umore delle tifoserie ma anche le scelte tecniche e la disponibilità di uomini chiave per le prossime, decisive battute della stagione.




