Ranucci, la galassia di amicizie e frequentazioni tra Valter Lavitola e Maria Rosaria Boccia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'audio privato che Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, mandò nel 2021 a Valentina Pelliccia, giornalista, influencer e scrittrice, è tornato a galla con la forza di un macigno. In quel vocale, finito chissà come nell'occhio del ciclone mediatico, si faceva riferimento a presenze "mafiose" e "massoniche" all'interno della Rai, un'affermazione che oggi, in piena bufera giudiziaria e mediatica, riemerge come un frammento di un mosaico ancora tutto da decifrare.
La Pelliccia, che del romanzo "Zucchero filato" è autrice, si è vista piombare addosso le telecamere e i taccuini, mentre la vicenda che coinvolge il noto giornalista si infittisce di dettagli e nomi che compongono un quadro quanto meno articolato.
L'intervento di Maria Rosaria Boccia
A spezzare il silenzio, o quantomeno a tentare di imbrigliare la narrazione, è stata Maria Rosaria Boccia, imprenditrice e volto noto al grande pubblico per le vicende legate all'ex ministro Gennaro Sangiuliano, dimessosi nell'autunno del 2024. Intervistata dal Foglio, la Boccia ha alzato un muro di riservatezza che, paradossalmente, ha ceduto di fronte alle domande dei cronisti. Dopo aver apostrofato i giornalisti come "invadenti", ha risposto a tutte le sollecitazioni, tratteggiando un rapporto di profonda intimità con Ranucci, da lei definito "meraviglioso" e "intimo amico".
La Boccia ha parlato di un "cerchio magico" nel quale il conduttore di Report sarebbe regolarmente inserito, una frequentazione assidua che lei stessa ha confermato senza esitazione, sottolineando come ognuno abbia il proprio metodo di lavoro e che, nel caso di Ranucci, la stima reciproca sarebbe fuori discussione. Un muro, quello della riservatezza, che si è trasformato in una vetrina trasparente quando si è trattato di testimoniare l'affetto per il giornalista, descritto come una presenza costante e gradita, con il quale si vede e si sente spesso.
Il nodo Valter Lavitola
Se la frequentazione con la Boccia, per quanto priva di risvolti penali noti, solleva interrogativi sulle dinamiche relazionali del conduttore, è il rapporto con Valter Lavitola a far scattare l'allarme. Lavitola, ex editore de L'Avanti! e oggi ristoratore, non è certo un nome nuovo per le cronache giudiziarie italiane, avendo riportato una condanna per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi e per la compravendita di senatori.
È proprio in relazione a costui che Ranucci si trova ora al centro di un'inchiesta riguardante un presunto attentato ai suoi danni, risalente all'ottobre del 2025, e che ha portato alla luce le amicizie del giornalista. La domanda che circola negli ambienti giornalistici, e che la cronaca impone, è cosa abbia indotto Ranucci a frequentare Lavitola fino a definirlo "un amico vero".
Non essendo legami di sangue, e quindi non obbligati, i rapporti di amicizia presuppongono una scelta consapevole basata su qualità come la correttezza e l'intelligenza; ebbene, la scelta di Ranucci di annoverare Lavitola tra i suoi affetti più stretti appare, alla luce dei fatti, quantomeno controversa.
Le zone d'ombra e il silenzio del conduttore
Mentre le amicizie di Ranucci finiscono sotto la lente di ingrandimento, il diretto interessato ha scelto la via dell'ostruzionismo comunicativo. "Il mio avvocato non vuole che rilasci interviste", ha dichiarato, alzando un muro che, di fatto, alimenta ulteriormente la pressione mediatica. Le zone d'ombra attorno alla sua figura, e in particolare attorno alle frequentazioni che contraddistinguono la sua vita privata, iniziano a essere troppe per un giornalista che ha costruito la propria carriera sull'inchiesta e sulla trasparenza.
Il silenzio, in questo caso, rischia di essere interpretato non come una scelta di riservatezza, ma come un'imbarazzante ammissione di difficoltà nel giustificare legami che, agli occhi dell'opinione pubblica, appaiono quantomeno discutibili. L'inchiesta sull'attentato, che continua a procedere, e la necessità di fare chiarezza sui rapporti con Lavitola, rappresentano ora il banco di prova più arduo per il conduttore di Report, chiamato a rispondere non solo delle sue inchieste, ma anche delle sue scelte personali.
Il crocevia in cui si trova Ranucci è dunque duplice: da un lato, il procedimento giudiziario che accerta eventuali responsabilità nell'attentato subito; dall'altro, il giudizio pubblico e professionale sulla coerenza tra il suo ruolo di paladino della legalità televisiva e le frequentazioni con personaggi gravati da pesanti condanne penali. Le rivelazioni di Maria Rosaria Boccia, con la sua difesa a spada tratta e l'ostentata vicinanza al giornalista, aggiungono un ulteriore tassello a un puzzle che, con il passare dei giorni, sembra allontanarsi sempre più da una soluzione lineare.
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