Il governo svizzero pagherà 55.000 euro a ogni vittima dell’incendio di Crans-Montana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio federale elvetico, riunitosi mercoledì 25 febbraio, ha ufficializzato la propria intenzione di stanziare un contributo di solidarietà una tantum di 50.000 franchi svizzeri – l’equivalente di circa 54.575 euro al cambio corrente – in favore dei superstiti che hanno riportato ferire gravi e dei familiari delle 41 persone che hanno perso la vita nella tragedia del “Le Constellation” -3-4. La misura, che il parlamento è chiamato ad approvare con procedura d’urgenza già nella sessione primaverile di marzo, si pone l’obiettivo di fornire un sostegno economico immediato e privo di eccessivi gravami burocratici a chi, nella notte di Capodanno nella stazione sciistica di Crans-Montana, si è trovato a fare i conti con un lutto o con conseguenze fisiche devastanti -1-8. L’analisi condotta dall’Ufficio federale di giustizia ha infatti evidenziato come il sistema ordinario di aiuto alle vittime, basato su prestazioni LAV, assicurazioni sociali e polizze di responsabilità civile, sia tarato principalmente su sinistri individuali e mostri invece criticità strutturali di fronte a eventi catastrofali con un numero così elevato di danneggiati -1-3.

A quasi due mesi dal rogo che ha coinvolto, stando agli ultimi bilanci ufficiali, 115 feriti – molti dei quali ancora ricoverati in strutture specializzate tra Svizzera e altri paesi europei – la Confederazione ha voluto così tradurre in un atto concreto il proprio senso di vicinanza, riconoscendo però al contempo i limiti oggettivi degli attuali meccanismi di indennizzo -4-7. L’esecutivo, presieduto da Guy Parmelin, ha sottolineato come questo contributo non vada a sostituirsi ai futuri e ben più sostanziosi risarcimenti per i danni, che ricadranno civilmente – e qualora accertate le rispettive responsabilità – in prima battuta sui gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, attualmente sotto inchiesta da parte della procura vallesana -2-5. Le indagini, che hanno già portato alla luce elementi inquietanti come la presenza di uscite di sicurezza sbarrate e l’assenza di materiali ignifughi nel controsoffitto rivestito di schiuma fonoassorbente, dovranno fare piena luce sulla dinamica e sulle eventuali negligenze, ma i tempi della giustizia, si sa, sono spesso lunghi e incompatibili con i bisogni primari di chi si è visto sconvolgere l’esistenza in pochi minuti -5-9.

Una tavola rotonda per evitare processi interminabili

Oltre al versamento diretto, il governo ha messo in campo un secondo binario d’azione, volto a sgravare il più possibile le vittime dal peso di una battaglia legale che potrebbe protrarsi per anni. È stata infatti avanzata la proposta di istituire una tavola rotonda, finanziata e diretta dalla Confederazione, che riunisca attorno a un medesimo tavolo i sopravvissuti, i congiunti dei defunti, le compagnie assicurative e i vari soggetti obbligati a prestazioni, con l’obiettivo di raggiungere soluzioni stragiudiziali condivise -1-3. L’intento dichiarato è quello di evitare che le aule di tribunale diventino l’unica sede in cui ricomporre una frattura tanto profonda, offrendo invece un percorso alternativo che garantisca certezze e tempi più rapidi; per agevolare questo processo, il Consiglio federale ha previsto la possibilità di contribuire a tali accordi con un plafond massimo di 20 milioni di franchi -4-8. Si tratta di un intervento che mira a coordinare le numerose posizioni e a superare le disparità di trattamento che potrebbero emergere, ad esempio, tra chi è coperto da assicurazioni svizzere e chi, come i numerosi turisti stranieri tra cui sei ragazzi italiani, invece non lo è -2-6.

Sostegno finanziario ai cantoni per le spese straordinarie

Parallelamente, Berna ha voluto tendere una mano anche ai cantoni direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza e dell’assistenza post-traumatica. Il Consiglio federale ha infatti proposto di destinare 8,5 milioni di franchi per sostenere le spese straordinarie che i cantoni, in primis il Vallese, stanno sostenendo per garantire le prestazioni dei consultori d’aiuto alle vittime, come previsto dalla legge -1-3. Questi fondi, la cui erogazione non necessita di una nuova base legale in quanto già contemplata dalla normativa vigente, andranno a coprire gli oneri elevatissimi generati da un evento di tale portata, che richiede un supporto psicologico, legale e sociale prolungato e capillare per decine e decine di persone, molte delle quali giovani o giovanissimi -1-8. L’intervento complessivo, che comprende quindi i contributi alle vittime, il finanziamento della tavola rotonda e l’aiuto ai cantoni, delinea un pacchetto di misure straordinarie che il parlamento è ora chiamato a vagliare e a varare nel più breve tempo possibile, nella speranza di restituire un minimo di respiro e dignità a chi è stato colpito da una sciagura immane -3-6.

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