Dazi Usa e ripercussioni locali: Marinelli (Pd) chiede sinergia tra politica e parti sociali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il tema dei dazi imposti dalla Casa Bianca, lungi dall’essere una questione astratta, sta già mostrando i suoi effetti concreti sulle economie territoriali, in particolare in Abruzzo, dove il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, invoca un coordinamento più stretto tra istituzioni e rappresentanti del mondo del lavoro. «Le ricadute – spiega – ricadranno direttamente sul commercio e sull’industria locale, ed è necessario un fronte unito per mitigarne l’impatto».

D’altronde, le preoccupazioni non riguardano solo i grandi player industriali, ma anche le piccole imprese e gli artigiani, come quelli del distretto della pelletteria amiatino, dove quasi duemila lavoratori affrontano l’estate con il timore di un ulteriore peggioramento. Simona Tonioni, della Filctem-Cgil, non nasconde l’allarme: «Il settore, già provato dalla crisi di due anni fa, rischia di subire un nuovo colpo, soprattutto per i piccoli produttori». Una situazione che si riflette anche sulle scelte aziendali, con ferie prolungate e assunzioni frenate, come sottolinea Francesca Paffoni, vicepresidente degli industriali di Novara e Vercelli: «L’incertezza sui dazi spinge molte aziende a rinviare investimenti e nuovi ingressi».

Intanto, i sindacati guardano all’autunno con apprensione. Elena Ugazio, segretaria della Cisl, evidenzia come la flessione delle esportazioni, in particolare nell’automotive, possa tradursi in un aumento della disoccupazione o in un ricorso più massiccio alla cassa integrazione. «La congiuntura internazionale – osserva – sta già producendo effetti a catena, e servono risposte strutturali».

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.