La nuova Bmw Serie 7 porta il lusso della “Neue Klasse” nella ammiraglia, tra elettrico da record e un design che osa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’attesa, per gli appassionati del genere, si è conclusa da poche ore. La settima generazione – o meglio, il profondo restyling della Bmw Serie 7, che molti considerano una rinascita vera e propria – ha alzato il velo, presentandosi al mondo con un piglio che non teme i giudizi contrastanti. E in effetti, a guardarla, il primo impatto con il frontale è spiazzante: la calandra a doppio rene, già monumentale in passato, viene qui ridisegnata con un’ottica più orizzontale e integrata, quasi a voler smussare le asperità stilistiche della generazione uscente, nascondendo abilmente i sensori Adas nella griglia per restituire una superficie più pulita. L’elemento che salta subito all’occhio, e che ne definirà l’identità per i prossimi anni, è l’evoluzione dei gruppi ottici sdoppiati: nella parte superiore troviamo elementi in cristallo dal taglio diamantato che ospitano le luci diurne, mentre i fari principali, quasi mimetizzati, restano incassati nella parte inferiore, visibili solo quando l’elettronica li accende. Una scelta, quest’ultima, che dona alla vettura un’espressività robotica e tagliente, tipica di una concept car più che di una berlina di rappresentanza.

L’addio al cruscotto tradizionale: il panorama digitale invade l’abitacolo

Se fuori si discute, dentro si resta a bocca aperta. La vera rivoluzione, quella che segna il passaggio generazionale, è un’altra. Salendo a bordo, ci si accorge immediatamente che la strumentazione classica è scomparsa, divorata dal nuovo sistema “Bmw Panoramic iDrive”. L’operazione, chiara e netta, vede l’introduzione del “Panoramic Vision”: un display che non è un semplice schermo, ma una proiezione che si estende orizzontalmente per tutta la base del parabrezza, mettendo a disposizione del guidatore e dei passeggeri informazioni essenziali come velocità, navigazione e dati di guida in un’unica fascia visiva continua. A completare il quadro, un head-up display tridimensionale di nuova generazione che sembra fluttuare sull’asfalto, affiancato da un monitor centrale da 17,9 pollici. Non finisce qui, perché l’attenzione verso il passeggero anteriore è tale che gli è stato dedicato un display da 14,6 pollici (dotato di tecnologia di oscuramento attivo per non distrarre chi guida), mentre dietro, per chi vuole trasformare l’auto in una sala cinematografica, rimane il colossale Theatre Screen da 31,3 pollici, ora con risoluzione 8K. Materiali pregiati come lana, cashmere e inserti tecnici sostituiscono le vecchie concezioni di lusso, in un ambiente che sembra uscito da un’astronave più che da una fabbrica bavarese.

Elettrica da record, ma la strategia multienergia resta il pilastro

Sotto il cofano, o meglio sotto il pavimento, la musica cambia radicalmente. Bmw ha deciso di puntare forte sull’elettrico, e la nuova i7 ne è la prova lampante. La vettura adotta le nuove celle cilindriche di sesta generazione, le stesse che vedremo sulla piattaforma “Neue Klasse”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, o meglio sotto i numeri: la versione i7 50 xDrive raggiunge un’autonomia nel ciclo Wltp che oscilla tra 590 e ben 708 chilometri, un valore che la proietta al vertice del segmento delle elettriche di lusso. E se pensate che l’elettrico significhi rinuncia alle prestazioni, la i7 M70 xDrive smentisce ogni dubbio: 680 cavalli e una coppia di 1.015 Nm, capaci di scattare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. Numeri da supercar, insomma, per una massa che supera le 2,5 tonnellate. La ricarica, aspetto cruciale, non è stata trascurata: si arriva a una potenza di 250 kW in corrente continua, permettendo di passare dal 10 all’80% di batteria in circa mezz’ora. Tuttavia, a differenza di altri costruttori che hanno tagliato i ponti con i motori tradizionali, i tedeschi mantengono una linea multienergia. Accanto alla i7, troviamo così la M760e xDrive plug-in hybrid, che eroga 612 CV grazie all’unione del sei cilindri con un propulsore elettrico, e la 740d xDrive, il diesel mild-hybrid da 313 CV, pensato per chi macina centinaia di migliaia di chilometri senza soste.

Guida autonoma e “simbiosi” uomo-macchina

Ma la tecnologia non si ferma ai display e alle batterie. L’ammiraglia introduce il sistema “Bmw Symbiotic Drive”, una filosofia che cambia il rapporto tra il conducente e l’elettronica di bordo. Fino a ieri, gli assistenti alla guida tendevano a “litigare” con il guidatore se questi cercava di prendere il controllo. Oggi no: il sistema permette al conducente di sterzare, accelerare o frenare senza disattivare i radar e i sensori, creando una sinergia continua. Sull’autostrada, poi, arriva il “Motorway Assistant” che consente la guida senza mani fino a 130 km/h, con il cambio di corsia che si attiva automaticamente se ci si limita a guardare lo specchietto retrovisore. Un salto di qualità notevole, che rende la guida di questa ammiraglia, lunga quasi 5,40 metri, meno stressante nel traffico intenso. La produzione, intanto, è destinata a partire nello stabilimento di Dingolfing entro l’estate, mentre i primi esemplari, che debutteranno ufficialmente tra le mura del Salone di Pechino, cominceranno a raggiungere le strade europee a partire dal prossimo autunno.

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