Usa, la svolta sulle criptovalute e gli impatti sull’Europa
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Redazione Economia
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Mentre il Congresso degli Stati Uniti approva il Genius Act, completando così la cosiddetta Crypto Week, si delinea un quadro normativo che potrebbe segnare una netta divergenza rispetto all’approccio europeo. Con tre provvedimenti chiave all’esame, tra cui il riconoscimento federale delle stablecoin e il blocco alla valuta digitale della Federal Reserve, l’amministrazione Trump ha accelerato una trasformazione già in atto, spingendo Bitcoin oltre i 120.000 dollari e ridisegnando i confini della finanza digitale.
La legge, firmata venerdì 18 luglio, stabilisce regole chiare per gli emittenti di stablecoin – criptovalute legate a beni reali o valute tradizionali – promuovendole come strumento per pagamenti più rapidi ed economici. Una mossa che, oltre a rafforzare il mercato, segna una distanza dall’Europa, dove invece si punta su una valuta digitale di banca centrale (CBDC), vista con scetticismo oltreoceano.
Intanto, il settore reagisce con un’ondata di ottimismo: Ethereum, XRP e Tether guadagnano terreno, mentre gli investitori celebrano quella che molti definiscono una "rivincita" delle criptovalute. Lo stesso Trump, annunciando la Crypto Week, aveva prefigurato questo scenario, confermando l’intenzione di fare degli Stati Uniti un hub per l’innovazione finanziaria.
Cronaca nera: il caso del figlio di Pedro e il dibattito sulle identità
In un contesto completamente diverso, ma ugualmente polarizzante, la vicenda del figlio del calciatore Pedro Rodríguez ha riacceso il dibattito sull’identità di genere. Il bambino, di soli 8 anni, è finito al centro di polemiche dopo essere apparso in abiti femminili, scatenando reazioni opposte tra chi lo ha esaltato come simbolo di fluidità e chi lo ha strumentalizzato. La questione, però, va oltre le ideologie: si tratta di un minore, la cui vicenda personale non dovrebbe essere trasformata in un manifesto.




