Anticorruzione, il sindaco Mastella scrive al segretario: «Valuti l’urbanistica»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vertenza giudiziaria che avvolge il VI Settore (Urbanistica) del Comune di Benevento, con funzionarie sottoposte a indagini – circostanza, quest’ultima, diffusamente riportata dagli organi di informazione ma non ancora cristallizzata in capi d’imputazione definitivi – ha indotto il sindaco Clemente Mastella a un atto formale destinato a scavare un solco tra l’azione amministrativa e il sospetto di illeciti. Con una nota protocollata nei giorni scorsi, il primo cittadino ha infatti scritto al segretario generale Riccardo Feola, il quale, occorre ricordarlo, riveste anche il ruolo di responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. Mastella gli ha sollecitato “un urgente riscontro circa l’adozione di eventuali misure, laddove opportune, finalizzate a salvaguardare l’integrità e l’imparzialità dell’Ente”, con esplicito riferimento alle notizie di indagini che coinvolgerebbero proprio quelle funzionarie.

Il pressing del vicesindaco e la replica dell’opposizione

A chiarire la portata dell’iniziativa è stato il vicesindaco De Pierro, specificando – in una nota che suona quasi come una puntualizzazione tecnica – che la richiesta non costituisce un atto dovuto ma una volontaria accelerazione per evitare qualsiasi zona grigia. Dall’altra parte della barricata politica, i consiglieri comunali del Partito Democratico Floriana Fioretti, Francesco Farese, Giovanni De Lorenzo, Marialetizia Varricchio e Raffaele De Longis non hanno usato mezzi termini: “Il sindaco, invece di fuggire dalle domande e citare esempi giudiziari a sproposito, faccia il suo dovere attuando le norme anticorruzione all’Urbanistica”. Per l’opposizione, il Comune non può restare immobile davanti a un’inchiesta per concussione, tanto più che il piano anticorruzione prevede, in casi come questo – cioè indagini per reati contro la pubblica amministrazione – la rimozione o il trasferimento del personale coinvolto.

Funzionarie indagate e il rinvio al segretario Feola

L’inchiesta, va detto, procede alacremente nella fase delle indagini preliminari; eppure, nonostante l’urgenza sollecitata da Mastella, la palla rimane ora nel campo di Riccardo Feola. Sarà lui, nella sua duplice veste di segretario generale e di guardiano dell’anticorruzione, a decidere se applicare misure interdittive o di rotazione – come chiedono a gran voce i dem – oppure se ritenere sufficienti gli atti già trasmessi. Nel frattempo, un altro fronte giudiziario s’intreccia con la vicenda urbanistica: tre indagati, tutti associabili al movimento politico del sindaco (Noi di Centro) e a una kermesse di partito organizzata poco prima delle elezioni regionali, alla quale parteciparono in massa dirigenti e dipendenti comunali. L’ex capo di gabinetto Gennaro Santamaria, oggi in carcere per estorsione, fittò il teatro (si legge negli atti) nella sua veste di “organizzatore di Noi di Centro”, e ringraziò pubblicamente le dirigenti comunali finite poi nel suo stesso fascicolo.

Un partito-municipio tra ipotesi di reato e conflitti d’interesse

Se Forza Italia era (ed è) il partito-azienda della famiglia Berlusconi, Noi di Centro si staglia progressivamente come una sorta di partito-municipio di Benevento della famiglia Mastella: una commistione, quest’ultima, tra ruoli istituzionali e trame di partito che la magistratura sta vagliando con attenzione. Nel caso specifico dell’urbanistica, la semplice esistenza di una nota formale del sindaco al responsabile della trasparenza non placherà le polemiche; i consiglieri Pd, del resto, hanno già incassato la richiesta di rotazione del personale come un banco di prova della volontà politica dell’amministrazione. Rimane da vedere se Feola riterrà di adottare provvedimenti immediati o se preferirà attendere sviluppi più maturi delle indagini – lasciando così aperti interrogativi sulla reale capacità di tenuta del sistema anticorruzione interno.

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