Sal Da Vinci si racconta a “Stories”: il palco, la grazia e l’Eurovision come “circo di emozioni”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È Sal Da Vinci, fresco trionfatore all’ultimo Festival di Sanremo, l’ospite della nuova puntata del ciclo di interviste “Stories”, il programma curato dal vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci. Il cantante napoletano, che proprio grazie al successo del brano “Per sempre sì” si prepara ora a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, restituisce nel colloquio un ritratto intimo e senza filtri: quello di un artista cresciuto sul palco fin dall’infanzia, capace di attraversare decenni di musica senza mai recidere il legame con le emozioni più autentiche. L’intervista, intitolata “Il palco della vita”, andrà in onda lunedì 20 aprile alle 21:00 su Sky Tg24 e sarà riproposta sabato 25 aprile alle 12:15 su Sky Arte.

Un album come viaggio nei sentimenti

Al centro della conversazione, il nuovo progetto discografico che l’artista descrive come «un viaggio incredibile nei sentimenti». Un’opera, spiega, in cui confluiscono storie che appartengono a tutti, proprio come accade per quelle canzoni destinate a restare nel tempo. «Per sempre sì» – il brano già vincitore a Sanremo – ne ha rappresentato l’anticipazione, e ora l’intero disco si prepara a essere sostenuto da un tour che toccherà Stati Uniti e Canada. L’entusiasmo per la ribalta europea è palpabile, ma mai retorico: l’Eurovision, ammette, è per lui «un circo di emozioni», un mondo fascinoso e nuovo che non vuole farsi raccontare da nessuno. «Amo le sorprese», dice, e l’onere di rappresentare l’Italia viene accolto con la stessa curiosità timida e insieme vibrante che lo ha accompagnato fin dagli esordi.

“A 7 anni già sul palco, poi la paura per mio figlio”

Sal Da Vinci ripercorre con Schillaci anche i passaggi più dolorosi della sua vita privata, e lo fa senza reticenze. Rievoca l’infanzia vissuta tra le quinte – «a 7 anni ero già sul palco» – ma il momento più buio arriva quando racconta della meningite che colpì suo figlio a un anno e mezzo. «Ero disperato», confessa, e rivela di aver chiesto una grazia alla Madonna: se il bambino si fosse salvato, avrebbe smesso per sempre di cantare. Il racconto, carico di tensione, viene interrotto dalla dottoressa che lo aveva in cura; un dettaglio che l’artista non approfondisce oltre, ma che lascia intendere l’urgenza di una promessa fatta nel buio di un reparto ospedaliero. Alla fine, il figlio si salvò. Eppure Da Vinci non ha smesso di cantare: un’apparente contraddizione che l’intervista non scioglie, limitandosi a registrare il peso di quel voto sospeso.

L’appuntamento televisivo e la disponibilità on demand

La puntata di “Stories” dedicata a Sal Da Vinci, realizzata da Sky Tg24, sarà disponibile anche on demand dopo le messe in onda lineari. Il titolo scelto per l’episodio, “Il palco della vita”, riassume bene il doppio binario su cui si muove l’intero racconto: da un lato la carriera, costellata di successi e di una vittoria sanremese che ha spalancato le porte dell’Eurovision; dall’altro le crepe dell’esistenza privata, quelle che nessun riflettore riesce a illuminare del tutto. L’intervista non concede spazio a facili commozioni né a giudizi, limitandosi a intrecciare la cronaca leggera dello spettacolo con un episodio di cronaca familiare – la malattia del figlio – trattato con il ritegno che si deve a un dolore autentico. E proprio in questo equilibrio, tra luci del palco e ombre domestiche, si gioca la cifra più interessante del racconto di un artista che ha fatto della contraddizione la sua materia prima.

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